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Il magazine degli animali

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22.6.2010

Cani e gatti sempre più longevi

Secondo vari studi condotti negli ultimi anni, non è raro trovare cani che campano fino a quindici anni e gatti che toccano i venti. I veterinari parlano di una vera e propria rivoluzione che ha completamente stravolto i tradizionali parametri di longevità canina e felina.
Per calcolare l'età di un cane in rapporto alla nostra, una volta si usava moltiplicare un anno canino per sette. Ma la formula si è rivelata inadeguata anche perché le specie di taglia media e piccola e gli incroci vivono più a lungo dei cani di taglia gigante. Eppure secondo gli addetti ai lavori la longevità degli animali domestici dipende soprattutto da noi perché Le scelte che operiamo per loro determinano la qualità e la durata della loro esistenza», il dott. Richard T. Goldston, esperto di gerontologia veterinaria. Dice che «Invece di imbottire i nostri cuccioli di cibi ad alto contenuto di proteine, calcio e fosforo sarebbe meglio somministrare loro alimenti per cani adulti, che contengono dosi minori di vitamine e minerali». Le parole d'ordine: dieta ed esercizio.
I veterinari concordano che cani e gatti snelli vivono in media due-tre anni in più di quelli sovrappeso. «È importante evitare accumuli adiposi, soprattutto nei cuccioli — ci spiega ancora l'esperto —, bisogna dar loro almeno tre anni per raggiungere le dimensioni di adulti, senza metterne sotto stress lo scheletro e gli organi interni come il cuore» .
L'argomento dei nostri amici vecchietti non finisce qui, Domani qui al Magazine vi leggerò alcuni consigli utili per chi come me convive con un animale non più giovanissimo.
A domani.

21.6.2010

Viva il pipistrello

Sapevate che il pipistrello piace agli italiani? E che sono disposti ad ospitarlo sul terrazzo o in giardino, nella sua bella casetta di legno, come fosse un qualunque cucciolo domestico?
Il progetto «Un pipistrello per amico», nato in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell'università di Firenze, è partito come campagna ecologica: il chirottero è una specie a rischio. La Lombardia è la regione più colpita dalla pipistrellomania: ma ovunque vanno forte anche magliette, cappellini e quaderni con l'animaletto notturno.
Il momento migliore per posizionare la bat-casetta sarebbe marzo e aprile, quando il pipistrello esce dal letargo e cerca casa. Ma è d'estate, come antizanzare, che il nuovo beniamino riscuote maggior successo. «Un solo esemplare mangia più o meno 10 mila insetti per notte. «Di questi, grosso modo 2 mila sono zanzare». Un'arma micidiale, dunque. Innocua per l'ambiente: «I sistemi chimici sono veleno per l'aria e uccidono anche api e lucciole» e poi il pipistrello è inoffensivo, non è vero che si impiglia nei capelli, non attacca e non morde, anzi è timido».
La scatola va messa ad almeno 4metri dal suolo. Bisogna montare la bat-cuccia e aspettare che si presenti l'affittuario che robabilmente arriverà ben presto: «C'è crisi degli alloggi anche per loro, le nuove costruzioni non offrono più quelle fessure e quei buchi che un tempo servivano da rifugio», dice lo zoologo Agnelli, convinto che il record di vendite si spieghi con l'animo sempre più ambientalista degli italiani: «La gente sente molto il tema dell'ecologia, ma finora poteva fare ben poco. Con la bat box invece ha la sensazione di aiutare concretamente una specie in pericolo».
E noi siamo d'accordo. E tutto per oggi

18.6.2010

Adozione dal canile: quarta parte

Oggi riaffrontiamo l'inserimento del cane dal canile alla nuova casa. Tenendo conto del fatto che all'interno di questa vivono già altri animali. La parola a Daniela Lisi la nostra educatrice cinofila
“Prendiamo in considerazione il caso in cui nella nuova casa viva già un altro cane.
La soluzione ideale sarebbe fare in modo che i due si conoscano tempo prima dell'inserimento in casa ovvero durante le passeggiate fuori dal canile. In ogni caso la cosa migliore è far incontrare i cani fuori casa. Chiamiamo il cane già presente vecchio e quello in arrivo nuovo.. così da capirci meglio.
Il vecchio cane deve essere fuori casa già da qualche minuto. Cercate un luogo neutrale, il parchetto andrà benissimo, mi raccomando il giardino di casa non è un luogo neutrale.
Fate in modo che i due cani si vedano da lontano al guinzaglio e guardate un pò le reazioni: se uno dei due inizia ad abbaiare, se le coda è alta o bassa, se le orecchie sono alte o basse.. insomma cercate di capire se i due una volta liberi potrebbero scontrarsi o meno.
Una volta accertato che lo scontro non ci sarà lasciate i cani liberi. Teneteli sempre sotto controllo ma lasciateli liberi di conoscersi. Dopo 40 minuti un ora recuperate i cani ed andate a casa.
L'ingresso deve avvenire prima per il vecchio cane e poi per il nuovo. Sganciate prima il vecchio e poi il nuovo. Ma mi raccomando precedentemente avrete tolto tutto ciò che potrebbe creare scontro: la ciotola del cibo, il gioco preferito del vecchio cane e quant'altro.
È probabile che inizialmente il vecchio cane cercherà di far capire al nuovo quali sono i luoghi e oggetti ai quali non si può avvicinare. Lasciateli fare si sistemeranno tra di loro.
Certo è che se vedete che la situazione inizia a diventare complicata e pericolosa la cosa migliore da fare è contattare un educatore cinofilo che vi aiuterà nell'inserimento del nuovo arrivato.”

17.6.2010

Meglio l'eutanasia che ripulirli

Sapevate che per gli uccelli ricoperti di petrolio che in questo periodo vengono trovati sulle coste flagellate dalla marea nera sarebbe meglio l'eutanasia che ogni tentativo di ripulitura? Lo ha affermato una biologa tedesca al quotidiano Der Spiegel, la sua tesi è che il tasso di sopravvivenza di questi animali, anche una volta salvati, è inferiore all'1%. Secondo uno studio americano fino a questo momento più di 1000 uccelli colpiti dalla marea nera sono stati trovati in Louisiana, di cui circa 500 già morti e il resto "ospedalizzati". «Già la cattura e la ripulitura sono eventi che provocano uno stress potenzialmente letale all'animale – afferma Gaus, che ha lavorato al recupero degli uccelli dopo l'incidente della petroliera Pallas nel mare del Nord nel 1998 - inoltre il carbone attivo e le altre sostanze che si somministrano per prevenire gli effetti velenosi dell'ingestione del petrolio non sono efficaci, e gli uccelli muoiono per problemi al fegato e ai reni». Molto spesso la prima causa di morte in questi casi è la fame, spiega ancora la biologa tedesca: quando gli uccelli sono ricoperti di petrolio infatti iniziano a pulirsi da soli con il becco e la lingua, e questo istinto prevale su quello di nutrirsi finchè non si sentono 'pulitì.
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