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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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23.7.2010

I team antiabbandono di Io l'ho visto sono al lavoro

Il 23 luglio è tornato IO L'HO VISTO il servizio di recupero degli animali abbandonati sulle autostrade italiane. Vi preghiamo di memorizzare subito il n. 334 105 10 30 e se vi capitasse di vedere un animale in autostrada inviate immediatamente un sms al 334 1051030 fornendo tutte le informazioni necessarie: l'autostrada, il km, la direzione di marcia ed il tipo di cane. Maggiori dettagli saranno inviati e più facile sarà intervenire e salvare gli animali!
I messaggi saranno inoltrati subito ai team antiabbandono che provvederanno ad intervenire per il recupero. Abbiamo in collegamento Lorenzo Croce presidente dell'AIDAA e coordinatore dei team antiabbandono:
Buongiorno Lorenzo, quanti sono i team antiabbandono quest'anno?
"Oggi si comincia con 36 gruppi operativi che saranno presenti nei punti nevralgici delle autostrade italiane per raccogliere i cani che vengono abbandonati in autostrada, entro una settimana, in concomitanza con i due fine settimana del grande esodo estivo i team di io l'ho visto in servizio saranno complessivamente 95 con oltre 850 volontari che si daranno il cambio garantendo un servizio continuativo che durerà fino alla fine del mese di agosto. Vi ricordiamo che i team di io l'ho visto saranno operativi sulle autostrade italiane e interverranno a seguito delle vostre segnalazioni di cani abbandonati o vaganti sulle corsie autostradali, le segnalazioni dovranno essere effettuate solamente via sms al numero 3341051030 e dovranno contenere le informazioni sulla razza del cane, sulla località o il chilometro dell'autostrada dove è stato individuato e ovviamente la direzione di marcia solo cosi si potrà garantire un intervento tempestivo e mirato che permetterà di soccorrere e salvare il cane abbandonato".
Grazie Lorenzo. E' bene aggiungere che nel 2009 Io l'ho visto ha salvato circa 400 cani abbandonati in autostrada. Se volete saperne di più www.prontofido.net e www.aidaa.net

22.7.2010

Randagismo: 2.000 comuni senza canili

Sono 2.000 i comuni in Italia (di cui 1.600 nelle regioni del centro sud Italia) che non hanno canili e nemmeno servizi di accalappiamento dei cani randagi e che quindi sono inadempienti rispetto alle normative contenute nella legge 281/91 per la lotta al randagismo. Circa 1.000.000 sono i cani randagi che vivono allo stato brado e di questi oltre la metà è concentrata in sei regioni italiane (Lazio, Puglia, Campania, Sicilia, Sardegna e Calabria). 160.000 i cani contenuti nei canili italiani e 130.000 i cani a rischio abbandono. Questi sono oggi i numeri che fotografano la situazione del randagismo in Italia ai quali và contrapposta la diminuzione degli abbandoni che su scala nazionale si è ridotta di circa il 52% negli ultimi tre anni, questo anche grazie all'introduzione del microchip obbligatorio e all'istituzione dell'anagrafe canina nazionale e regionale. Leggendo questi numeri possiamo sicuramente sostenere che la vera novità negativa è data dal numero dei comuni inadempienti specialmente al Sud Italia dove al randagismo dilagante si accompagnano molto spesso canili lager gestiti molto spesso dalla malavita locale comune e mafiosa. Il presidente di AIDAA Lorenzo Croce ha deciso di denunciare penalmente tutti i sindaci dei comuni che rifiuteranno interventi di recupero di cani vaganti non indicando al contempo il numero di telefono del canile di zona o del responsabile del servizio di raccolta dei cani randagi. “Denunciare i sindaci è il primo passo in questa lotta al randagismo che ogni anno si ripropone nei mesi estivi.

21.7.2010

I cani parlano!

Sapevate che anche i cani parlano? Che il nostro amico si rivolga a noi con i suoi bau per parlarci è fuori discussione, ma finora non sapevamo se utilizza gli stessi suoni per comunicare con i suoi simili.
Gli etologi dell'Università Lorand di Budapest in Ungheria hanno una risposta: hanno sottoposto un gruppo di cani all'ascolto di quattro suoni:
Il verso di un cane tenuto al guinzaglio da solo
Quello di un cane che vede entrare un estraneo nel suo ambiente
E due suoni neutri: Il rumore di un trapano e quello di un frigorifero.
Questo test ha dimostrato che i cani sanno distinguere le differenze nei versi dei loro simili e quindi sembrano esprimere e decodificare solamente emozioni di base.
Ma in realtà i cani non hanno imparato ad abbaiare per comunicare tra loro: “anche i cani primitivi abbaiavano, ma la varietà di versi che ascoltiamo oggi è sicuramente prodotto della domesticazione” spiega l'etologo ungherese.
Risultato: gli animali domestici abbaiano per noi e hanno imparato a farlo anche con i loro simili solo in un secondo tempo, come ulteriore comunicazione oltre a quella visiva e olfattiva.

20.7.2010

La zanzara tigre

Oggi qui al Magazine degli Animali parliamo di un insetto alquanto fastidioso e poco amato. Sto parlando chiaramente della zanzara, anzi per meglio dire della zanzara tigre che puntuale come ogni estate è tornata. Secondo i dati recenti la presenza del temibile insetto è aumentata nel Friuli Venezia-Giulia addirittura del 22% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La causa di questa impennata sembra essere correlata al caldo intenso, all'umidità e ai ristagni d'acqua dovuti alle recenti piogge.
La zanzara tigre è una delle 98 specie di zanzare che hanno colonizzato l'Europa. Originaria del sud-est Asiatico, ha fatto la sua comparsa in Italia a partire dai primi anni novanta. È facilmente riconoscibile perché presenta tipiche striature bianche sulle zampe. La rapida diffusione nel nostro continente è dovuta principalmente a due caratteristiche: la scarsa quantità d'acqua necessaria al suo sviluppo e uova molto resistenti ai periodi di siccità.
Oltre al fastidio dovuto alla puntura, che non è limitata alle ore notturne, la zanzara tigre può essere causa dello sviluppo di una patologia tropicale di origine virale. L'infezione, che non si trasmette per contatto diretto tra uomo e uomo ma solo tramite punture da parte di zanzare infette, è caratterizzata da febbre, brividi, mal di testa e forti dolori articolari. Gli strascichi possono durare anche mesi. I rimedi classici includono l'utilizzo di repellenti e zanzariere. La prevenzione rimane comunque l'arma principale. Per questa ragione è utile eliminare tutti i possibili raccoglitori d'acqua. Curiosamente anche i pesci rossi possono dare un prezioso contributo. La loro presenza nelle vasche dei giardini aiuta a ridurre la quantità di larve.
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