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Il magazine degli animali

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18.6.2010

Adozione dal canile: quarta parte

Oggi riaffrontiamo l'inserimento del cane dal canile alla nuova casa. Tenendo conto del fatto che all'interno di questa vivono già altri animali. La parola a Daniela Lisi la nostra educatrice cinofila
“Prendiamo in considerazione il caso in cui nella nuova casa viva già un altro cane.
La soluzione ideale sarebbe fare in modo che i due si conoscano tempo prima dell'inserimento in casa ovvero durante le passeggiate fuori dal canile. In ogni caso la cosa migliore è far incontrare i cani fuori casa. Chiamiamo il cane già presente vecchio e quello in arrivo nuovo.. così da capirci meglio.
Il vecchio cane deve essere fuori casa già da qualche minuto. Cercate un luogo neutrale, il parchetto andrà benissimo, mi raccomando il giardino di casa non è un luogo neutrale.
Fate in modo che i due cani si vedano da lontano al guinzaglio e guardate un pò le reazioni: se uno dei due inizia ad abbaiare, se le coda è alta o bassa, se le orecchie sono alte o basse.. insomma cercate di capire se i due una volta liberi potrebbero scontrarsi o meno.
Una volta accertato che lo scontro non ci sarà lasciate i cani liberi. Teneteli sempre sotto controllo ma lasciateli liberi di conoscersi. Dopo 40 minuti un ora recuperate i cani ed andate a casa.
L'ingresso deve avvenire prima per il vecchio cane e poi per il nuovo. Sganciate prima il vecchio e poi il nuovo. Ma mi raccomando precedentemente avrete tolto tutto ciò che potrebbe creare scontro: la ciotola del cibo, il gioco preferito del vecchio cane e quant'altro.
È probabile che inizialmente il vecchio cane cercherà di far capire al nuovo quali sono i luoghi e oggetti ai quali non si può avvicinare. Lasciateli fare si sistemeranno tra di loro.
Certo è che se vedete che la situazione inizia a diventare complicata e pericolosa la cosa migliore da fare è contattare un educatore cinofilo che vi aiuterà nell'inserimento del nuovo arrivato.”

17.6.2010

Meglio l'eutanasia che ripulirli

Sapevate che per gli uccelli ricoperti di petrolio che in questo periodo vengono trovati sulle coste flagellate dalla marea nera sarebbe meglio l'eutanasia che ogni tentativo di ripulitura? Lo ha affermato una biologa tedesca al quotidiano Der Spiegel, la sua tesi è che il tasso di sopravvivenza di questi animali, anche una volta salvati, è inferiore all'1%. Secondo uno studio americano fino a questo momento più di 1000 uccelli colpiti dalla marea nera sono stati trovati in Louisiana, di cui circa 500 già morti e il resto "ospedalizzati". «Già la cattura e la ripulitura sono eventi che provocano uno stress potenzialmente letale all'animale – afferma Gaus, che ha lavorato al recupero degli uccelli dopo l'incidente della petroliera Pallas nel mare del Nord nel 1998 - inoltre il carbone attivo e le altre sostanze che si somministrano per prevenire gli effetti velenosi dell'ingestione del petrolio non sono efficaci, e gli uccelli muoiono per problemi al fegato e ai reni». Molto spesso la prima causa di morte in questi casi è la fame, spiega ancora la biologa tedesca: quando gli uccelli sono ricoperti di petrolio infatti iniziano a pulirsi da soli con il becco e la lingua, e questo istinto prevale su quello di nutrirsi finchè non si sentono 'pulitì.

16.6.2010

Quando sterilizzare Fido?

Risponde Emanuele Minetti Medico Veterinario a Milano e Vice Presidente dell'ANMVI
"La sterilizzazione nel cane è un tipo di intervento molto comune nei paesi di cultura anglossassone, ove la lotta al randagismo si ritiene giustamente debba passare attraverso un assoluto controllo delle nascite.
Le gravidanze dei cani di proprietà devono essere sia programmate sia desiderate, cioè non possono essere più casuali anche nel nostro paese, ove i numeri del problema sono da bollettino di guerra. I proprietari devono quindi assumersi l'onere di fare scelte non solo personali ma soprattutto con una valenza sociale, nel rispetto della comunità e del benessere sia dell'uomo sia degli animali stessi. L'unico metodo accettabile è quello chirurgico poichè il cane non può per ora essere reso sterile con farmaci, se non andando incontro a gravi rischi per la salute. La sterilizzazione nelle femmine comporta anche molti vantaggi sia nella prevenzione di tutte le malattie dell'apparato riproduttivo sia nella prevenzione dei tumori della mammella, tuttora i più frequenti statisticamente fra le neoplasie maligne del cane. Altri meno importanti vantaggi si hanno nella gestione quotidiana legate all'assenza dei periodi di calore in cui, soprattutto nelle aree urbane, la vita di cane e padrone diventa estremamente complessa e disagevole. Anche il cane maschio può essere reso sterile senza alcun problema per la sua futura salute, anzi con vantaggi nella prevenzione delle malattie della prostata, frequenti in età avanzata, dopo gli 8-10 anni.
In conclusione è bene sgomberare il campo da retaggi culturali medioevali e rivolgersi con fiducia al proprio veterinario curante al fine di valutare pro e contro, rischi e benefici, parlando solo ed esclusivamente del proprio animale."

15.6.2010

Ave Canem: i cani di Pompei

Iucunda, Claudius, Giulia e Sallustio sono alcuni dei cani protagonisti del progetto Ave Canem, avviato con successo sette mesi fa per il censimento, la cura e per favorire l'adozione dei randagi presenti nell'Area Archeologica di Pompei, su iniziativa del Commissario Delegato dell'Area Archeologica, e della LAV, Enpa e Lega nazionale difesa del cane. A questo punto la LAV invita coloro che sono alla ricerca di un cane da adottare, a candidarsi per accogliere i cani del progetto Ave Canem ancora in cerca di famiglia: visitando l'area archeologica di Pompei oppure navigando sul sito www.icanidipompei.it è possibile conoscere i dolcissimi quattrozampe in attesa di una casa.
Nei mesi trascorsi, grazie al progetto Ave Canem, sono stati sterilizzati, vaccinati e iscritti all'anagrafe canina alcune decine di cani, 14 dei quali felicemente adottati.
I cani censiti sono stati dotati di collare, di medaglietta di riconoscimento e di microchip. Per loro, inoltre, sono state predisposte cucce attrezzate e sono accuditi quotidianamente da attivisti LAV presenti sul posto per tutta la durata del progetto.
Questi cani e questa iniziativa sono un importante esempio di come sia possibile ottimizzare la convivenza con gli animali, anche in un'area molto frequentata dai turisti, tutelando la salute e il benessere dei randagi.
Per candidarsi ad adottare questi cani presenti nell'area archeologica di Pompei basta compilare il modello di domanda disponibile su www.icanidipompei.it e un semplice questionario, da inviare all'indirizzo e.mail adozioni@icanidipompei.it oppure all'indirizzo postale indicato nel modello di domanda o da consegnare ai volontari del progetto Ave Canem, presenti presso l'area archeologica.
Per maggiori informazioni è attivo il numero 329 0398525.
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