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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

9.4.2010

Il cane tira al guinzaglio (prima parte)

Oggi tocchiamo un argomento che interessa molti ascoltatori: il cane che tira al guinzaglio. Rispondiamo così anche a Stefania che ci ha scritto chiedendoci consigli su questo problema e per essere esaustivi dividiamo questa lezione di comportamento in due puntate, visto che è un argomento che necessita di più tempo rispetto ad altri. La parola a Daniela Lisi, la nostra educatrice cinofila, .
“Cara stefania, inizierò con il segnalarti cosa non usare e cosa non fare:
1° non usare collari a strozzo, semi strozzo, con le punte etc.. etc.., sconsiglio il collare in generale.. meglio la pettorina!
2° non usare guinzagli troppo corti o flexi (che sono quei guinzagli allungabili). Il consiglio è un guinzaglio di circa 3 metri da abbinare alla pettorina.
3° non rendere la passeggiata con il cane una gara a chi decide da che parte andare: se tira insistentemente per raggiungere un punto a volte lo segui a volte ti fermi e aspetti che non tiri più;
4° non sgridare il cane quando tira.. non serve a nulla se non a stressarvi a vicenda.
5° spero tu non l'abbia mai fatto, perché purtroppo c'è chi lo fa, non usare mai il guinzaglio per sgridare il cane. Il guinzaglio dev'essere un legame impercettibile tra te e lui. Se il cane lo percepisce come una punizione o una forzatura non sarà mai sereno durante le passeggiate.. e tenderà a volersi allontanare da te e quindi a tirare...
6° ed ultimo consiglio: NON STRATTONATE IL CANE QUANDO TIRA!!! NON SERVE A NULLA, SOLO A FARGLI MALE!!! Vedo spesso cani che vengono strattonati talmente forte che mi sembra gli si spezzi il collo.. e dopo un passo riprendono a tirare come prima con la differenza che il suo stress aumenterà e di conseguenza continuerà a tirare sempre più .
PAZIENZA E COERENZA ecco la soluzione!”
Il prossimo venerdì la seconda parte della lezione. Se volete anche voi consigli su come educare il vostro cane: prontofido@prontofido.net

8.4.2010

Non c'e' pace per i cuccioli di foca

Secondo il New York Times non c'è pace per le foche canadesi. Proprio nell'anno in cui non si dovrebbero più vedere le scene dei massacri invernali, i cuccioli di foca potrebbero essere a rischio per le temperature troppo calde che hanno fatto restringere il ghiaccio nelle zone della riproduzione e per gli esperti infatti «sarà la peggiore annata dal 1981». Le foche della Groenlandia pensate, hanno l'abitudine di partorire i piccoli sulle lastre di ghiaccio vicino alla costa per proteggerli dai predatori. Ma quest'anno così mite però, ha regalato loro una brutta sorpresa: il ghiaccio era assente, o troppo sottile. Il risultato è stato che molti cuccioli sono scivolati in mare e sono morti, o sono stati separati dalla mamme troppo presto per la rottura delle lastre di ghiaccio. Secondo gli esperti è ancora presto per quantificare le perdite con esattezza, ma i segni di una pessima annata ci sono. A confermare le pessime previsioni anche i dati ufficiali del governo canadese, che affermano che fino a metà marzo il ghiaccio era ai livelli minimi da 40 anni a questa parte. I primi ad accorgersi del problema sono stati proprio i cacciatori, che questa primavera rinunceranno alle tradizionali battute per procurarsi le pellicce. E questa è forse l'unica bella notizia per oggi qui al Magazine degli animali.
   

7.4.2010

Casa o pensione?

Del dottor Emanuele Minetti veterinario in Milano e dirigente dell'ANMVI.
"Se si va in vacanza per periodi brevi è meglio lasciare il gatto in casa PROPRIA con una persona di fiducia addetta al cibo ed alla cassetta, in grado di capire eventuali problemi.di salute e di toccarlo per carezze e coccole e per pettinarlo. Per cani e gatti, non prenotare all' ultimo minuto e scegliere sia su consiglio del veterinario e/o informandosi anche da conoscenti fidati; è meglio fare prima di lasciare l'animale per lunghi periodi almeno due giorni di prova. E' importante portare il proprio animale direttamente alla struttura prescelta in precedenza visitata, senza intermediari, perché occorre sapere in quali condizioni verrà tenuto. La pensione piu' affidabile e' quella dove si puo' entrare senza preavviso per fare visita all'animale. Evitare “appartamenti pensione” dove e' impossibile una disinfezione accurata. Anche per il gatto è meglio una gabbia di 1,5 metri quadri, con possibili saliscendi e area separata per la toilette, per il rischio contagio: e' una questione di sicurezza sanitaria'. Ed e' sempre bene lasciare un contatto reperibile.Per le VACCINAZIONI:: nel gatto meglio fare il richiamo della trivalente, se va all'aperto ed in pensione per lunghi periodi anche con la leucemia felina. Per il cane è bene optare per vaccinazioni complete anche di parainfluenza e leptospirosi. Se si porta l'animale con se attenzione al passaporto sanitario per espatriare (cane, gatto, furetto), da richiedere alla Asl veterinaria di appartenenza, che sostituisce i certificati di buona salute, rilasciato dopo l'applicazione del microchip e l'iscrizione all'anagrafe regionale, ed alla vaccinazione per la rabbia. Non in tutti i paesi le norme per introdurre gli animali sono uguali, quindi è indispensabile informarsi con alcuni mesi di anticipo.E' opportunopoi prepararsi una lista, anche tramite l'aiuto del proprio veterinario, su strutture sanitarie nel luogo di villeggiatura in caso di emergenza."

6.4.2010

Le autostrade degli squali

Da uno studio effettuato dai ricercatori dell'Università della California David è risultato che gli squali viaggiano negli oceani e nei mari attraverso vere e proprie superstrade, con autentiche aree di sosta e caselli.
I ricercatori hanno seguito gli squali martello con dispositivi Gps e hanno individuato che la rotta preferita da questi animali è tra il Messico e L'Ecuador e che gli squali non sono dispersi negli oceani a caso ma si raccolgono in “autostrade” che attraversano località precise.
A minacciare la sopravvivenza dello squalo martello è soprattutto la pesca indiscriminata dovuta per lo più all'altissima richiesta in Oriente delle sue pinne, dove vengono considerate un cibo prelibato. Pensate che spessissimo questo squalo viene catturato, gli vengono asportate le pinne e poi viene abbandonato in mare.
Comunque secondo le ultime ricerche gli squali sono in pericolo in tutto il pianeta e l'Italia ha un grande responsabilità dato che il nostro Paese è il principale importatore di carne di squalo in Europa ed il quarto consumatore al mondo.
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