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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

16.4.2010

TIRA AL GUINZAGLIO (seconda parte)

Venerdi scorso qui al Magazine degli animali abbiamo dato dei consigli pratici su come comportarci quando il nostro cane tira al guinzaglio. Se vi siete persi la puntata potete recuperarla su www.prontofido.net
Quest'oggi proseguiamo con la seconda parte della lezione e quindi la parola a Daniela Lisi. La nostra educatrice cinofila, buongiorno Daniela
“Come spesso dico è sempre meglio prevenire che curare, quindi, se avete un cucciolo, munitevi subito di pettorina e guinzaglio lungo almeno 3mt.. vedrete che il cane imparerà a non tirare in modo naturale. L'importante è anche stare attenti che durante le passeggiate ci sia attenzione, oltre che per l'ambiente, anche per voi.. è possibile ottenere questo creando un buon rapporto con il vostro cane da subito. Niente rimproveri, strillate e strattonate ma complicità, divertimento e relax.
Gli stessi metodi si possono utilizzare anche con un cane adulto che già tira... ovvio è che ci vorranno più tempo e molta più pazienza.... Fate in modo che ad ogni passeggiata il cane sia contento anche di stare al vostro fianco. Vi domanderete come... Instaurando un rapporto di fiducia e complicità anche in casa. Giocate con il vostro cane, fategli fare cose nuove e stimolanti, evitate di sgridarlo. Tutti gli atteggiamenti non corretti vanno semplicemente ignorati!
Fare questo aiuta anche fuori casa perché il cane non sarà più stressato e annoiato grazie a voi e quindi il forte interessa che prova per il mondo esterno potrà essere anche condiviso con voi. Lasciatelo annusare, sporcare ma NON tirare. Quando lo fa vi fermate, provate a richiamarlo, girate le spalle e cambiate strada. Come sempre munitevi anche di premi gustosi!
Ultimo consiglio fondamentale, è trovare anche il modo di far socializzare e svagare il vostro cane senza guinzaglio.”.
Grazie Daniela Per riascoltare questo magazine www.prontofido.net.

15.4.2010

Risata della iena: che significa?

Oggi qui al magazine degli animali parliamo per la prima volta delle iene, un animale famoso soprattutto per la sua “risata”. Una risata udibile soprattutto quando stanno per sferrare un attacco mortale contro una possibile preda, non è quindi un verso casuale e un po' isterico ma una comunicazione vera e propria. Questa è la tesi sostenuta da uno studio condotto dalla University of California in collaborazione con l'Università francese di St. Etienne, su 26 iene in cattività.
A seguito di una precedente ricerca, gli studiosi avevano chiarito che dalla tonalità di una «risata» si poteva definire l'età dell'animale che la emetteva. Adesso si aggiunge un nuovo dettaglio: a seconda della variazione di frequenza delle note emesse da una iena, l'animale trasmette informazioni sul proprio rango sociale. Questo permette, all'interno di un branco, di stabilire la precedenza ad alimentarsi e la suddivisione della preda.
L'organizzazione sociale del branco è nettamente matriarcale, nel senso che sono le femmine, indipendentemente dalla loro età, a occupare i ranghi più elevati. Le informazioni contenute in una risata sono molto importanti anche per un nuovo maschio che si inserisce in un clan, visto che gli consentono di capire chi conta all'interno del gruppo, aumentando così le possibilità di migliorare il proprio status.
Infine, una parte dei 10 differenti suoni registrati dai ricercatori trasmette un messaggio di frustrazione e di richiesta d'aiuto. Ciò avviene quando una iena si trova, per esempio, di fronte ad un leone fermamente intenzionato a sottrarle una preda.
E con il significato della risata delle iene è tutto per oggi.

14.4.2010

E' tempo di vaccinazioni

Il Medico Veterinario Emanuele Minetti Vice Presidente dell'ANMVI della Lombardia oggi ci parla delle vaccinazioni per Fido:
"In questo periodo dell'anno i nostri cani e gatti devono essere accuditi con più attenzione del solito. Infatti in corrispondenza della bella stagione nascono esigenze diverse, ed anche se esse sono sempre le medesime di anno in anno, è bene ricordarle. Il primo problema è la gestione e profilassi delle cosidette malattie trasmesse da vettori.
Fra esse ricordiamo la Filariosi cardiopolmonare, trasmessa dalle zanzare, e presente soprattutto nelle regioni pianeggianti del nord Italia che, pur essendo da anni sotto controllo medico-veterinario, bisogna sempre prevenire con le consuete terapie da modulare soggetto per soggetto, sotto prescrizione veterinaria.
Un'altra delle malattie da vettore emergente è la Leishmaniosi, trasmessa dai papatacci, diffusa in particolare in tutte le zone del sud Italia ma ormai che si sta presentando in molte zone del Nord.
Usare adeguati prodotti repellenti ed antiparassitari aiuta molto nella gestione di tale patologia, così come per altre importanti malattie veicolate dalle zecche. Trovare sulla base del rischio epidemiologico i prodotti più adatti sarà compito del medico veterinario curante in accordo con il proprietario dell'animale.
Non esiste una unica ricetta adatta a tutti i cani e gatti: esiste sempre e comunque una assoluta personalizzazione dei protocolli.
Questo ovviamente vale anche per le vaccinazioni che devono essere gestite come un vero e proprio "abito su misura" ed il veterinario in questi casi si comporta come un "sarto" nel confezionare ciò che realmente è utile all'animale in visita".

13.4.2010

Gli elefanti 4x4

Oggi qui al Magazine degli Animali parliamo di elefanti. Sapevate che sono animali 4X4? Questo significa che tutte e quattro le loro zampe sono importanti per la propulsione oltre che come freni, esattamente come una macchina con quattro ruote motrici. Lo rivela uno studio diretto da John Hutchinson del Royal Veterinary College dell'Università di Londra pubblicato sulla rivista dell' Accademia Americana delle Scienze.
Ma non è tutto, di recente lo stesso ricercatore aveva ultimato uno studio simile, concludendo che i pachidermi corrono e camminano contemporaneamente, nel senso che la loro non è una vera e propria corsa. Le zampe anteriori del pachiderma infatti si muovono come al passo, mentre le posteriori come nella corsa.
Ma torniamo al nuovo studio, e vediamo che riprendendo la camminata e la corsa degli elefanti con telecamere precisissime, gli scienziati hanno documentato che tutte le zampe dell'elefante sono motrici, e che tutte possono agire come freno, per di più in modo indipendente l'una dall'altra.
Secondo lo scienziato questa particolarità rende l'elefante unico tra i quadrupedi ed è una conseguenza della sua stazza, per cui il pachiderma ha dovuto inventarsi strategie alternative di stabilità nei movimenti.
Per saperne di più www.prontofido.net.

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