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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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2.3.2010

La vita in gabbia, tra sporcizia e ferite

Una volpe impazzita dalla paura e dalla disperazione, che salta ossessivamente da una parte all'altra della gabbia. Cuccioli di visone nati in allevamento, che non impareranno mai a camminare, perché le loro zampine restano incastrate nelle griglie delle gabbie, impedendogli di stare eretti. E poi immagini ancora più forti: musi orribilmente deformati da gengive che crescono fino a inglobare i denti, code mozzate, gabbie arrugginite e piene di escrementi, cadaveri di animali morti mangiati dai compagni di gabbia.
E' quanto mostrano i filmati e le fotografie scattate dai volontari dell'associazione animalista Animal Defenders International, che nei mesi scorsi si sono infiltrati in trenta allevamenti di volpi e visoni in Finlandia, uno dei quattro principali produttori di pellicce al mondo. E ora le loro fotografie e le registrazioni sono finite in video choc e in un dossier di denuncia che è stato presentato venerdì a Milano, in concomitanza con la settimana della moda.
E proprio da Milano parte una campagna di sensibilizzazione che nei prossimi mesi girerà tutta l'Italia. Un monito per stilisti e consumatori, spiega Marina Berati, coordinatrice di Agire Ora: «Ad avere la responsabilità di quella che è una vera e propria tortura sugli animali non sono solo gli allevatori, ma anche gli stilisti e i loro clienti che acquistano le pellicce. Con questo video vogliamo mostrare loro la sofferenza a cui sono sottoposte le volpi e i visoni d'allevamento, nonostante le rassicurazioni delle associazioni di pellicciai sia in Finlandia che negli altri paesi».
Le due associazioni chiedono la messa al bando degli allevamenti intensivi degli animali da pelliccia, come hanno già fatto alcune nazioni: Croazia, Gran Bretagna, Danimarca e Austria. In Israele si sta valutando una proposta di legge che prevede addirittura il divieto di vendita di pellicce.
Ricordiamo che questi animali prima di essere uccisi spesso con metodi altrettanto cruenti, conosceranno solo la paura, la fame e la sete, le malattie e le ferite oltre alla sporcizia. L'ideale è comprare quelle ecologiche, anche se è estremamente difficile riconoscere una pelliccia vera da una finta. Il solo metodo, è tagliare parte del pelo e bruciarlo per poi sentirne l'odore. «Noi suggeriamo di non acquistare neppure i capi abbelliti con colli o polsini, perché nella maggior parte dei casi si tratta anche lì di animali veri» spiegano da AgireOra. «Indossare delle pellicce significa mostrare povertà di spirito – attacca un altro dei coordinatori di Adi – Non esiste un consumo etico delle pellicce, non è più accettabile ignorare le sofferenze di milioni di animali».



1.3.2010

A treo la "dickens medal"

Treo è stato decorato per meriti di guerra con la “Dickens Medal”, la più prestigiosa ricompensa al valore britannica dedicata agli animali. Eh si perché Treo non è un bravo soldato umano ma è un bellissimo e bravissimo Labrador nero di nove anni impiegato in Afghanistan per scovare gli esplosivi.
Pensate che questa speciale decorazione è nata nel 1943 proprio per onorare il coraggio degli animali durante le guerre.
L'addestratore di Treo, il sergente Dave Heyhoe ha raccontato come il Labrador sia riuscito in diverse occasioni a fiutare in tempo la presenza di ordigni esplosivi nascosti dai talebani nella provincia di Helmand, salvando in questo modo la vita a diversi uomini.
Facendo un po' di storia scopriamo che Treo è il ventisettesimo cane a ricevere la prestigiosa medaglia Dickens.
Fino ad oggi il riconoscimento è stato assegnato solo a 63 animali, oltre ai cani ci sono 32 piccioni viaggiatori nella seconda guerra mondiale, tre cavalli e un gatto.
Se volete vedere Treo durante la premiazione www.prontofido.net

26.2.2010

Mio figlio vuole un cucciolo

Oggi rispondiamo a tiziana che ci scrive perché suo figlio di 8 anni vorrebbe un cucciolo e quindi ci pone alcune domande alle quali Daniela Lisi prontamente risponde. Ciao Daniela
"Cara Tiziana capisco i dubbi e le perplessità. È un aspetto del tutto normale per chi decide di inserire un nuovo membro all'interno della famiglia, perché è proprio quello che il cane diventerà: parte integrante del nucleo familiare.
Rispondo subito alle tue domande che per ovvi motivi di tempo non posso riportare:
- quando andrete in vacanza il cane potrà stare tranquillamente a casa anche con altre persone. Anzi. meglio a casa che in una pensione. Se starà nel suo ambiente con qualcuno, anche se questo è sconosciuto, starà bene di sicuro.. anche se un pò sentirà la vostra mancanza;
- quando andrete al mare dovrete fare molta attenzioni ai regolamenti che quel comune impone sulle spiagge libere dove, purtroppo, in Italia sono ancora parecchie ad imporre il divieto ai cani. Forse vi conviene trovare una spiaggia privata che ospita anche i nostri amici a 4 zampe;
- in merito al gioco, non è il cane che deve adattarsi al bambino ma bensì il contrario... è molto importante spiegare a vostro figlio il modo corretto di giocare con lui, inoltre sarebbe anche opportuno e più sicuro che ci fosse un adulto a controllare la situazione;
- come sempre noi di prontofido siamo promotori delle adozioni da canile, dove c'è sempre un cane adatto a noi.... Se invece vuoi proprio comprarlo ti consiglio di recarti in un allevamento e non in un negozio... mi raccomando!
Per qualsiasi altra domanda scrivimi pure".
Grazie Daniela, scrivete qui a prontofido@prontofido.net per porre domande sull'educazione dei vostri amici. E' tutt

25.2.2010

Mari saccheggiati dall'uomo

Acque cristalline e sane, ma innaturalmente vuote. Dove sono finiti i pesci? Sui pescherecci delle flotte di pesca industriale e nei mercati ittici. A Tokio un chilo di tonno rosso, usato per il sushi, può essere battuto all'asta anche a 500 euro. Stesso destino per gli squali. Nel mar Mediterraneo la loro presenza è calata del 97 per cento. Gli equipaggi li pescano, tagliano loro le pinne che sono considerate una prelibatezza della cucina giapponese e cinese e poi li ributtano a morire dissanguati in mare. E' il «finning», pratica cruenta che l'Unione Europea ha messo al bando dal 2003, ma tuttora utilizzata, grazie a permessi speciali, da alcune flotte portoghesi e spagnole.
«Nei mari è in atto un saccheggio, che porterà alla scomparsa della maggior parte dei pesci entro il 2048». «Gli stock di alcune specie, si azzereranno incalzati dai ritmi della pesca industriale, praticata legalmente e illegalmente». «Sarà garantito il diritto al cibo per le future generazioni? E quale sarà il danno gastronomico. Gli esperti di enti e associazioni animaliste si stanno confrontando in questi giorni all'Acquario di Milano, in un ciclo di conferenze che si concluderà il 10 marzo e le cui registrazioni saranno poi disponibili online.
Il disastro si può fermare e in due modi. Il primo è allargare le aree marine protette e affidarle a un management in grado di gestirle adeguatamente. Il secondo è puntare sull'educazione dei consumi: «I rischi derivano da una non conoscenza degli equilibri ecologici. Se si eliminano i predatori restano troppe prede che poi a loro volta esauriscono il cibo. E' fondamentale passare queste informazioni agli studenti delle scuole superiori, è alla loro età che si comincia a seguire certi stili di consumi»” sintetizza Massimo Brunelli dell'Istituto per gli studi sul mare.
Ed è tutto anche per oggi. Dal magazine degli animali aurevoi
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