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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

5.3.2010

Fido e i bimbi

Daniela Lisi risponde ad una mail arrivata al nostro sito:
"Ieri ci ha scritto una mamma di nome Gabriella che si occupa del sito www.unamamma.it. Gabriella ha appena inserito nel suo sito una specie di vademecum dei bambini nei confronti dei cani chiedendo a me un piccolo aiuto.
Questo mi ha dato lo spunto per far sapere anche a voi queste piccole regole:
· Non avvicinarsi mai ad un cane legato
· Non infilare mai le mani nel recinto di un cane
· Non disturbare mai il cane mentre sta mangiando, mentre ha un gioco o qualcosa di appetitoso vicino a lui o ancora, mentre dorme.
· Chiedere sempre prima al padrone se si può accarezzare il cane e prima di farlo farsi sempre annusare la mano tenendola bassa sotto al suo naso
· Accarezzarlo sul tronco del corpo, non sulla testa e non toccare le orecchie
· Non guardare mai il cane direttamente negli occhi perché lo potrebbe prendere come un atto di sfida.
· Allontanarsi molto lentamente se il cane dovesse iniziare a ringhiare o ad abbaiare."

4.3.2010

Decalogo aidaa antilitigio

Litigi per il proprio cane? Arriva il decalogo Aidaa: cioè una serie di semplici regole per garantire il quieto vivere fra uomini e amici a 4 zampe. perché, come sappiamo, se il nostro cane è educato è anche più amato da tutti. Sono regole che dovremmo conoscere a memoria, ma dare una ripassata non può fare che bene.
Prima regola
Raccogliere sempre i suoi bisognini.
Evitare di lasciarlo libero nei parchi o nelle aiuole dove giocano i bimbi, Lui deve essere sempre tenuto al guinzaglio sia nei parchi che nelle aree condominiali.
Portiamo con noi la museruola, che anche se non indossata va tenuta comunque sempre a portata di mano.
Non lasciamolo scorazzare per le scale o in ascensore,
No al nostro amico sui sedili di treni, ed altri mezzi pubblici, rispettiamo i regolamenti imposti dalle Ferrovie e dalle altre aziende di trasporto pubblico.
Mai lasciare sporchi gli spazi comuni condominiali dopo il suo passaggio .
Non tenerlo sui sedili dell`automobile, e mai dimenticarsi di portare al seguito crocchette e acqua in caso di viaggi.
Mai lasciare il nostro cane solo in macchina sotto il sole,
Mai incitarlo ad abbaiare e inseguire persone a noi antipatiche (insegnare invece anche attraverso appositi corsi comportamentali a limitare che abbai nelle ore notturne).
Mai addestrare con metodi violenti o picchiare il cane per insegnargli ad essere più cattivo.
Io ne aggiungo un'altra: amarlo tanto. È tutto per oggi

3.3.2010

Quante volte la pulizia dei denti?

Katia ha scritto a prontofido@prontofido.net perché vorrebbe un chiarimento relativo all'ablazione del tartaro ai cani.
Lei ha uno spitz tedesco nano, di 4 anni che ha già fatto la pulizia dei denti 3 anni fa. Sa che il tartaro si riformerà, ed ecco il quesito: ogni quanto si può fare l'igene dentale per mantenergli una bocca sana? (e di conseguenza mantenerlo in salute generale') sapendo che ogni volta deve sottoporlo all'anestesia generale?
Risponde il dottor Emanuele Minetti medico veterinario a Milano e vice presidente dell'ANMVI
"Buongiorno, non ci sono tempi prefissabili ma problemi presenti e/o possibili per il futuro. Alcuni cani, come alcuni di noi, hanno il problema in modo davvero esagerato.
L'igiene è utile per tenere sotto controllo anche le infezioni croniche del cavo orale che da tale sede possono diventare nel tempo un serio problema per altri organi, compreso quello cardiovascolare.
L'anestesia se eseguita presso un centro attrezzato con professionisti esperti non crea problemi, soprattutto quando serve per una igiene orale di routine e su un cane o gatto che viene seguito regolarmente.
La prevenzione può allungare i tempi, così come una diversa alimentazione. Cerchi un veterinario che si occupi di odontostomatologia, ce ne sono oramai molti, sia come veri specialisti sia come grandi esperti del settore, e vedrà che avrà risultati validi e tutti i consigli per allungare i tempi fra una pulizia e l'altra ove possibile..
Cari saluti
Dr Emanuele Minetti - Milano"

2.3.2010

La vita in gabbia, tra sporcizia e ferite

Una volpe impazzita dalla paura e dalla disperazione, che salta ossessivamente da una parte all'altra della gabbia. Cuccioli di visone nati in allevamento, che non impareranno mai a camminare, perché le loro zampine restano incastrate nelle griglie delle gabbie, impedendogli di stare eretti. E poi immagini ancora più forti: musi orribilmente deformati da gengive che crescono fino a inglobare i denti, code mozzate, gabbie arrugginite e piene di escrementi, cadaveri di animali morti mangiati dai compagni di gabbia.
E' quanto mostrano i filmati e le fotografie scattate dai volontari dell'associazione animalista Animal Defenders International, che nei mesi scorsi si sono infiltrati in trenta allevamenti di volpi e visoni in Finlandia, uno dei quattro principali produttori di pellicce al mondo. E ora le loro fotografie e le registrazioni sono finite in video choc e in un dossier di denuncia che è stato presentato venerdì a Milano, in concomitanza con la settimana della moda.
E proprio da Milano parte una campagna di sensibilizzazione che nei prossimi mesi girerà tutta l'Italia. Un monito per stilisti e consumatori, spiega Marina Berati, coordinatrice di Agire Ora: «Ad avere la responsabilità di quella che è una vera e propria tortura sugli animali non sono solo gli allevatori, ma anche gli stilisti e i loro clienti che acquistano le pellicce. Con questo video vogliamo mostrare loro la sofferenza a cui sono sottoposte le volpi e i visoni d'allevamento, nonostante le rassicurazioni delle associazioni di pellicciai sia in Finlandia che negli altri paesi».
Le due associazioni chiedono la messa al bando degli allevamenti intensivi degli animali da pelliccia, come hanno già fatto alcune nazioni: Croazia, Gran Bretagna, Danimarca e Austria. In Israele si sta valutando una proposta di legge che prevede addirittura il divieto di vendita di pellicce.
Ricordiamo che questi animali prima di essere uccisi spesso con metodi altrettanto cruenti, conosceranno solo la paura, la fame e la sete, le malattie e le ferite oltre alla sporcizia. L'ideale è comprare quelle ecologiche, anche se è estremamente difficile riconoscere una pelliccia vera da una finta. Il solo metodo, è tagliare parte del pelo e bruciarlo per poi sentirne l'odore. «Noi suggeriamo di non acquistare neppure i capi abbelliti con colli o polsini, perché nella maggior parte dei casi si tratta anche lì di animali veri» spiegano da AgireOra. «Indossare delle pellicce significa mostrare povertà di spirito – attacca un altro dei coordinatori di Adi – Non esiste un consumo etico delle pellicce, non è più accettabile ignorare le sofferenze di milioni di animali».



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