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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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29.1.2010

Parto. lo lascio in pensione?

Oggi rispondiamo a silvia che ci scrive perché tra poco partirà per un viaggio e lascerà il suo Golden di 4 anni per due settimane in pensione. Ci chiede come fare per far si che soffra il meno possibile non avendolo mai lasciato senza un membro della famiglia. La parola a Daniela Lisi.
"Cara silvia, il primo consiglio che mi viene in mente è di trovare una di quelle pensioni dove tengono i cani tutti insieme. Ti spiego: ci sono alcuni posti che decidono, previa selezione dei cani, di tenerli tutti insieme in modo che possano socializzare, giocare o anche semplicemente farsi compagnia durante l'assenza del proprietario.
Ribadisco: previa selezione, perché è ovvio che se un gruppo di cani deve convivere per diversi giorni occorre essere sicuri che non si creino degli scontri all'interno. Quindi devi in primis essere sicura che il tuo cane sia socievole e non aggressivo con gli altri.
Se non dovessi trovare questo tipo di pensione ma una di quelle con i classici box, prima di tutto devi assicurarti, vista la stagione, che siano box coibentati e riscaldati e chiedi di vedere dove vengono tenuti i cani, mi raccomando!! Nel momento in cui ti accerti che si tratta di una buona pensione l'ideale sarebbe abituarlo qualche giorno prima al box. Molte pensioni lo fanno. Questo perché il cane in questo modo inizierà a conoscere l'ambiente a restare solo prima per un'ora, poi per 2 e così via.. Io personalmente ritengo che l'abituazione al box sia un passaggio importante per far si che il cane non soffra.
Oltre a questo il giorno in cui lo lascerai porta con te il suo gioco preferito, se riesci la sua cuccia o coperta e anche qualche tuo indumento.. in modo che possa sentire anche il tuo odore all'interno del box.
Ovvio è che questi sono solo piccoli accorgimenti.. se la pensione è buona e il cane viene trattato bene, di sicuro sentirà la tua mancanza, ma molto probabilmente non soffrirà così tanto come credi. Fammi sapere!"
Se anche voi volete qualche informazione sull'educazione del vostro amico, scrivete a prontofido@porontofido.net

28.1.2010

Una tigre da adottare

Un bel micione come animale da compagnia. Nulla di strano, se non fosse che per portarlo a casa è necessario sborsare la bellezza di centomila dollari. E per il fatto che il felino in questione non è un gatto, bensì una tigre di Sumatra, una specie a rischio di estinzione. L'idea di autorizzare i privati ad accogliere nei propri giardini questi bellissimi, animali è venuta al governo indonesiano. «Per le adozioni bisogna disporre di uno spazio minimo di 60 metri quadrati - ha precisato un responsabile del ministero delle Foreste -
L'iniziativa, come prevedibile, ha sollevato molti dubbi e perplessità tra le associazioni per la difesa della fauna, che chiedono al governo di Giakarta di impegnarsi invece in prima persona per la salvaguardia delle condizioni ambientali che consentono a queste tigri di vivere in libertà. Le «adozioni» riguarderebbero in realtà animali nati in cattività e sarebbero una trentina quelli disponibili. Ma è la proposta in sé che fa storcere il naso a molti.
C'è anche un'altra minaccia che incombe su questi felini: il 14 febbraio, secondo l'astrologia cinese, prenderà il via l'anno della tigre e questo potrebbe fare aumentare in maniera esponenziale gli episodi di bracconaggio
Sono solo 400 circa le tigri di Sumatra che il Wwf stima sopravvivano ancora allo stato selvatico. Il rischio di questa proposta è che qualche benestante possa decidere di aprire il proprio giardino ad una tigre solo per seguire la moda o per assecondare il calendario cinese. E che ne sarà di loro quando la moda sarà passata e il calendario cinese avrà messo sotto i riflettori altri animali. Il rischio concreto è che nella migliore delle ipotesi vengano riportati indietro, Ma questa ipotesi, appunto, è solo la migliore.

27.1.2010

Quante volte al giorno la pappa?

“C'è una spiegazione medico-scientifica alla consuetudine che i cani adulti debbano mangiare una volta al giorno? Veterinari e comportamentalisti addestratori sostengono opinioni differenti”.
Questa interessante domanda è stata posta da un nostro ascoltatore alla pagina del veterinario di www.prontofido.net e allora ascoltiamo cos'ha da dirci il dottor Emanuele Minetti medico veterinario di Milano e vice presidente dell'ANMVI Lombardia.
"Buongiorno, il pasto una volta al di è più un retaggio dei cani di campagna e/o da caccia e dei contadini che abituavano così i cani, quando si ricordavano di scaricare loro un poco di avanzi, come l'idea assolutamente stupida che sia necessario un giorno di digiuno settimanale .
Non ho mai letto una pubblicazione scientifica che per tutti i cani ed a priori mi dimostrasse che un pasto solo nelle 24 ore sia meglio di due ogni 12 ore, anzi magari ho letto il contrario.
Fa bene lei a dare il cibo 2 volte al dì, meglio 1/3 della dose al mattino e 2/3 al tardo pomeriggio/sera, questo per seguire meglio i ritmi circadiani
dell'organismo del cane e la secrezione ormonale delle ghiandole deputate, in particolare la produzione di insulina.
Inoltre nelle razze medie e grandi è assolutamente sconsigliato dare un solo pasto al dì per il problema della dilazione/torsione gastrica.
In realtà oltre al buon senso bisogna ricordarsi che esistono centinaia di razze diverse con attitudini ed abitudini diverse che vivono in situazioni diverse. La dieta va personalizzata quindi in accordo con lo stato di salute e le indicazioni del veterinario curante. Magari la prossima volta vi darò 10 regoline per gestire bene l'alimentazione di un cucciolo".
Grazie dottor Minetti, vi ricordo l'indirizzo: www.prontofido.net pagina del veterinario

26.1.2010

Rocky: 600 chilometri per ritrovare il padrone

Questa storia l'abbiamo ascoltata dai telegiornali e letta sui più importanti quotidiani e noi del Magazine degli Animali non la vogliamo ignorare. E' una storia così struggente da sembrare una favola: Sto parlando di Rocky, il pastore tedesco di 5 anni che ha percorso più di 600 chilometri per tornare dal suo padrone, da Salerno a Pisa. È arrivato arruffato, stanco e con i polpastrelli laceri e sanguinanti, ma ce l'ha fatta.
Era stato adottato quando era cucciolo al canile, da Ibrahim Fwal, un siriano che vive da tempo a Carrara. I due erano inseparabili e durante l'estate il padrone portava Rocky alla spiaggia sul suo motorino. E' proprio durante una di quelle gite, 3 anni fa, che, mentre Ibrahim faceva il bagno, un gruppo di zingari rapì Rocky. Da allora, il suo padrone non ha mai smesso di cercarlo: informa la polizia, i vigili urbani, presenta una denuncia e per mesi visita tutti i canili della zona. Tutto inutile.
Nel frattempo, Rocky, che intanto era stato abbandonato dai nomadi, fu adottato da una famiglia di Salerno che, vista la propensione del cane a fuggire, gli aveva attaccato una targhetta al collare con nome e numero telefonico di riferimento.
Nei giorni scorsi, Rocky, dopo aver camminato per centinaia di chilometri è stato trovato a Pisa da alcuni volontari che Hanno chiamato subito la famiglia salernitana a cui si riferiva la medaglietta ma poi guardando bene il cane si sono accorti del tatuaggio risalendo così al suo vero padrone. A Rocky sono stati così risparmiati gli ultimi 100 chilometri di strada e adesso lui è il cane più felice del mondo accanto al suo amato e ritrovato Ibrahim.
Una storia da bollino rosso che ci ricorda quanto siano meravigliosi gli animali. E tutto
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