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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

9.6.2016

Australia: stop prodotti testati su animali

La Sperimentazione di nuovi prodotti cosmetici sulla pelle di un animale dal 2017 sarà vietata in Australia, dove il governo federale ha proposto di rendere illegale la pratica in tutto il Paese, vietando anche la vendita di prodotti testati su animali fuori dall'Australia. La legge dovrebbe entrare in vigore dal primo luglio del 2017, così da dare il giusto tempo alle aziende di adeguarsi alla nuova normativa.
E pensare che già in questo momento, senza una legge a vietarlo, il fenomeno dei test animali è praticamente inesistente. Ma il movimento animalista vuole procedere verso il divieto totale così da evitare l'arrivo di prodotti similari da Paesi esterni all'Australia.
«Divieti del genere sono già presenti nell'Unione Europea, Israele e India - spiega Hannah Stuart, della campagna #BeCrueltyFree -. La nuova legge, sostenuta dalla maggior parte dei cittadini australiani, farà del bene agli animali, ai consumatori e alla scienza».

8.6.2016

USA: no commercio avorio

Oggi abbiamo una bella notizia: le autorità statunitensi della Fish and Wildlife Service hanno annunciato un divieto quasi totale sul commercio di avorio di elefante africano, finalizzando una battaglia che dura da anni per proteggere questi animali sempre più a rischio estinzione: gli esperti stimano che ogni giorno almeno 96 esemplari vengano uccisi per privarne delle loro zanne. Gli Stati Uniti sono il secondo più grande mercato al mondo per consumo di avorio proveniente dalla caccia illegale.
Secondo quanto stabilito dalle nuove normative, l'avorio può essere venduto negli Usa solo se proveniente da animali non a rischio estinzione o se l'elefante è morto per cause naturali (ovviamente con opportuna documentazione che lo dimostri).
«Questa azione alquanto audace è un impegno degli Usa a porre fine alla piaga del bracconaggio degli elefanti e al tragico impatto che sta avendo su tutte le popolazioni selvatiche».

7.6.2016

Come proteggere i nidi di uccelli

Innanzitutto è bene sapere che la maggior parte degli uccelli ha cure parentali molto sviluppate, e ricorre a strategie naturali per garantire la sopravvivenza dei piccoli. Per esempio molti passeriformi, tra cui i merli, abbandonano precocemente il nido svolazzando senza essere ancora autonomi da mamma e papà. «Adottano questa strategia perché il nido è un posto molto pericoloso in natura – dice Andrea Brutti, dell'Ufficio Fauna Selvatica di Enpa -. A prima vista i piccoli vi potrebbero sembrare abbandonati, e invece il genitore li segue a distanza». In questi casi, se non sono esemplari feriti, implumi o in evidente difficoltà, «i giovani non andrebbero mai presi perché verrebbero privati del supporto dei propri genitori». Al contrario, se rinvenuti a terra, è bene intervenire perché mamma e papà di rondini, rondoni e balestrucci non scendono per soccorrere il piccolo.

6.6.2016

Atteggiamento lesivo?

Oggi qui al Magazine degli animali parliamo di un argomento alquanto complesso: l'atteggiamento lesivo. Portare gli animali in ufficio è giusto per loro, quali sono gli accorgimenti da attuare?
A questa domanda così articolata risponde Emanuele Minetti, medico veterinario a Milano
"Fodamentale è conoscere la trasformazione del rapporto uomo-cane nei secoli che è legata alla modificazione della struttura sociale-economica degli uomini della società.
Ricordiamo brevemente i passaggi evolutivi principali dal primo incontro tra l'homo sapiens ed il lupo, che la ricerca inserisce tra i 100.000 e i 50.000 anni orsono, e le conseguenti modificazioni filogenetiche che porteranno dal lupo al cane:
a) interazione arcaica: si basa sul mutuo vantaggio, sulla possibilità da parte dell'animale di trovare più facilmente del cibo, ntre per l'uomo di aumentare la sicurezza del gruppo con la vigile presenza dell'animale;
b) interazione economico-funzionale: coincidono la "domesticazione" da parte dell'uomo allevatore-agricoltore e la trasformazione del cane in soggetto da lavoro e/o da utilità; da qui inizia la creazione delle razze, con importanti differenze morfologiche e comportamentali (caccia, conduttori di greggi, guardiani di armenti, ecc.); purtroppo la visione dell'uomo nei confronti del cane è basata sul meccanicismo, cioè cane in quanto automa;
c) interazione zooantropologica: con il progressivo spostamento delle attività produttive dalla campagna alla città il cane è sempre di più un animale da compagnia, dove viene rispettata la sua alterità e favorite le sue potenzialità cognitive, allontanando la deriva antropoformizzante che spesso caratterizza la relazione.
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