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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

25.2.2010

Mari saccheggiati dall'uomo

Acque cristalline e sane, ma innaturalmente vuote. Dove sono finiti i pesci? Sui pescherecci delle flotte di pesca industriale e nei mercati ittici. A Tokio un chilo di tonno rosso, usato per il sushi, può essere battuto all'asta anche a 500 euro. Stesso destino per gli squali. Nel mar Mediterraneo la loro presenza è calata del 97 per cento. Gli equipaggi li pescano, tagliano loro le pinne che sono considerate una prelibatezza della cucina giapponese e cinese e poi li ributtano a morire dissanguati in mare. E' il «finning», pratica cruenta che l'Unione Europea ha messo al bando dal 2003, ma tuttora utilizzata, grazie a permessi speciali, da alcune flotte portoghesi e spagnole.
«Nei mari è in atto un saccheggio, che porterà alla scomparsa della maggior parte dei pesci entro il 2048». «Gli stock di alcune specie, si azzereranno incalzati dai ritmi della pesca industriale, praticata legalmente e illegalmente». «Sarà garantito il diritto al cibo per le future generazioni? E quale sarà il danno gastronomico. Gli esperti di enti e associazioni animaliste si stanno confrontando in questi giorni all'Acquario di Milano, in un ciclo di conferenze che si concluderà il 10 marzo e le cui registrazioni saranno poi disponibili online.
Il disastro si può fermare e in due modi. Il primo è allargare le aree marine protette e affidarle a un management in grado di gestirle adeguatamente. Il secondo è puntare sull'educazione dei consumi: «I rischi derivano da una non conoscenza degli equilibri ecologici. Se si eliminano i predatori restano troppe prede che poi a loro volta esauriscono il cibo. E' fondamentale passare queste informazioni agli studenti delle scuole superiori, è alla loro età che si comincia a seguire certi stili di consumi»” sintetizza Massimo Brunelli dell'Istituto per gli studi sul mare.
Ed è tutto anche per oggi. Dal magazine degli animali aurevoi

24.2.2010

Randagismo: delusione dell'anmvi

Oggi qui al Magazine degli Animali presentiamo una contestazione da parte dell'ANMVI Lombardia per la mancata prevenzione al randagismo e alla tutela degli animali d'appartamento. Per saperne di più e capire meglio abbiamo in collegamento il dottor Emanuele Minetti vice presidente dell'ANMVI Lombardia e medico veterinario a Milano. Buongiorno dr, Minetti
“La Regione Lombardia chiude la Legislatura senza varare il Piano triennale per la prevenzione del randagismo e la tutela degli animali d'affezione lasciando ancora inutilizzati oltre 6 milioni di euro già nelle casse stanziati allo scopo.
Per tre volte nella III Commissione Consiliare Sanità è mancato il numero legale, benché l'iter fosse ormai molto avanzato e fosse già da tempo disponibile il parere favorevole della Consulta regionale del randagismo.
Quale componente di questa esprimo rammarico per il mancato rispetto dei tempi di approvazione di un provvedimento sul quale abbiamo impegnato gratuitamente tutti molte energie e creduto molto. Il nostro lavoro ha individuato come prioritari gli interventi sull'educazione sanitaria e zoofila, il controllo demografico della popolazione animale e la prevenzione del randagismo con l'anagrafe animale, prevedendo di non disperdere le risorse economiche disponibili solo per il risanamento e la costruzione dei pur utili canili. Oggi chiedo che l'approvazione del Piano, senza modifiche, sia al primo punto della prossima Legislatura regionale, altrimenti si vanificheranno gli sforzi fatti in questi ultimi anni per dotare la nostra Regione di una politica efficace e non ritardataria.
La Politica ancora un volta, pur in prossimità delle lezioni amministrative, si è dimostrata insensibile e sorda a tali argomenti al contrario dell'opinione pubblica.
.....E QUESTA E' L'OPINIONE DEL DR. MINETTI VICE PRESIDENTE DELL'ANMVI. PER OGGI E' TUTTO.

23.2.2010

Spagna: cartone anti-corrida

Oggi parliamo di corride e di cartoni animati e più specificatamente del cartone animato trasmesso dalla televisione pubblica spagnola Tve, si tratta di una storia beffarda nei confronti del matador che ha provocato una sollevazione tra i sostenitori della corrida che non hanno tollerato l'affronto.
Il dissacrante filmato ha tre protagonisti un cane volante, una gatta e una cicogna che corrono in aiuto di Billy, un toro relativamente mansueto e refrattario alla cruenta battaglia che lo attende nell'arena. Il torero Fernando invece assapora già il sicuro trionfo, mentre i banderilleros cercano di accecare il toro lanciandogli sabbia negli occhi. I tre amici del toro si schierano con lui e Dopo un po' di peripezie e per farla breve il cane volante e la gatta riescono a far fuggire il toro dall'arena, Il matador perde il confronto e anche il sostegno del pubblico. Ma ecco il finale idilliaco: il toro Billy raggiunge la campagna ed è a sua volta raggiunto da una mucca innamorata.
Scritto e diretto da Ido Angel, il cartone animato è andato in onda nel pomeriggio di domenica, momento di massimo ascolto infantile, facendo infuriare gli adulti appassionati di corride che lo hanno giudicato «diseducativo>. Per gli imprenditori che gestiscono le costose «plazas de toros», già poco frequentate dai giovani, non c'è peggior scenario di una nuova generazione allevata da paladini televisivi dei diritti dei tori.
E noi del magazine degli animali siamo tra quei paladini e con questo è tutto

22.2.2010

Le api riconoscono il volto umano

Sapevate che le api sanno riconoscere i volti umani? E' vero sono in grado di distinguere un viso da un oggetto di qualsiasi altro tipo. La dimostrazione arriva da una serie di esperimenti condotti da Martin Giurfa dell'Università di Tolosa, i cui risultati sono resi noti sul Journal of Experimental Biology.
L'idea di capire se le api siano in grado di distinguere un volto da un oggetto viene da un precedente studio in cui le api, opportunamente addestrate, volavano verso la foto di una persona. L'ape riceveva un «premio» zuccherino ogni volta che si poggiava sulla foto del volto. Giurfa si è chiesto cosa vedessero veramente le api in quel viso e se vi riconoscessero un volto oppure se quella immagine fosse per loro solo la figura di uno strambo fiore. Così lo studioso ha intrapreso una serie di esperimenti: prima ha ritentato l'esperimento con facce umane stilizzate e ha visto che le api riconoscono il volto stilizzato e lo distinguono da altre immagini scorrelate.
Poi l'esperto ha ritentato con volti veri e propri contrapponendo foto di volti a foto di oggetti, sempre con lo stesso premio. L'insetto non si è fatto confondere ed ha nuovamente riconosciuto il volto. Infine ha ritoccato la foto spostando naso occhi e bocca in modo assurdo, così da sconvolgere le normali sembianze della faccia umana. Così facendo l'ape non ha più saputo dirigersi verso il volto e lo confondeva con un oggetto qualunque. Secondo lo studioso questi risultati sono prove esaustive che le api, pur non sapendo riconoscere una persona da un'altra, possono riconoscere le fattezze di un volto umano. (Fonte: Ansa).
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