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Il magazine degli animali

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10.9.2009

La buona notizia

SI, UNA BUONA NOTIZIA PER I NOSTRI AMICI. La Commissione europea e l'industria dei cosmetici sono unite nel sostenere le ricerche per ridurre il ricorso alla sperimentazione animale. L'impegno - che permetterà di mobilitare globalmente 50 milioni di euro - è stato presentato a Roma, al settimo Congresso mondiale sulle alternative all'impiego degli animali nelle scienze della vita. Ciò significa che Bruxelles metterà a disposizione 25 milioni di euro e altrettanto farà l'Associazione europea dei cosmetici per progetti «in grado di costruire le basi scientifiche delle prove di innocuità future che saranno più rapide e meno costose dei test sugli animali».
Soddisfatti di questo nuovo tipo di cooperazione il commissario per la Scienza e la Ricerca, secondo cui «questo dimostra la determinazione ad evitare l'impiego degli animali nella ricerca rafforzando nel contempo la sicurezza dei prodotti di consumo».
Il direttore generale della Colipa, ha tenuto a sottolineare che «da oltre 20 anni l'industria dei cosmetici è impegnata nella riduzione dell'impiego degli animali nelle prove di innocuità ed accoglie con favore l'opportunità di contribuire al finanziamento di questa iniziativa”.
Vi ricordo che il 30 luglio scorso è scattato l'invito, pubblicato dalla Commissione europea, a presentare proposte che si dovranno concentrare sulla »tossicità sistemica a dosi ripetute«. I progetti selezionati saranno finanziati fino al 100% dei costi.

9.9.2009

Percheì il carlino si chiama cosi'

Tatiana da Milano ci ha scritto: perchè il Carlino si chiama così? Dopo esserci informati ecco la risposta: il nome con cui questa razza canina è conosciuta in Italia (in altri paesi viene chiamato in vari modi) è legato a quello di Carlo Antonio Bertinazzi, un attore italiano di teatro vissuto nel 1700.
Durante una tournee in Inghilterra l'artista conobbe per caso questo cane e se ne innamorò al punto da richiederne un esemplare come compenso per le sue esibizioni.
Resta il dubbio se il termine Carlino derivi da primo nome di battesimo dell'attore dal personaggio del Carlin, una delle sue più famose interpretazioni al culmine della carriera) o dal fatto che la mascherina nera che caratterizza il muso dell'animale sia molto simile a quella indossata da Arlecchino, il celeberrimo personaggio che proprio questo attore fece conoscere al grande pubblico nelle sue performance.

8.9.2009

Quando troviamo fido o micio

Daniela ci ha inviato questa mail:
"Ho trovato 2 cani davanti casa mia,ma quello che vorrei sapere è COSA DEVO FARE dato che almeno il meticcio-dogo argentino è microcippato?ho imteressato la mia asl di competenza tramite i vigili urbani ma ad una settimana dal ritrovamento non ho ancora avuto risposta.mi è stato detto che l'anagrafe canina non è collegata. forse c'è un padrone disperato...e non possiamo arrivare a lui
spero possiate aiutarmi"
Risponde Emanuele Minetti medico veterinario a Milano e vice presidente dell'ANMVI lombardia
"Quando si ritrova un cane o un gatto bisogna immediatamente rivolgersi o ai servizi veterinari ASL oppure ad un veterinario privato affinhè si possa subito verificare se l'animale sia tatuato oppure identificato con un microchip. Tutti i veterinari sul territorio che hanno l'autorizzazione ad identificare tramite microchip posseggono un lettore apposito ed accedono alla banca dati della regione di appartenenza ed all'anagrafe nazionale via internet. Nel momento in cui si ritrova il microchip si può risalire al proprietario, anche se per ora questa funzione è a disposizione in modo completo (e quindi con possibilità di contatto diretto telefonico) solo ai veterinari pubblici delle ASL.
Nel frattempo il cane può essere dato in affidamento temporaneo alla persona che lo ha rinvenuto oppure essere preso in cura dai servizi veterinari pubblici.
L'importante quindi non è saltare mai il primo passaggio: bisogna immediatamente denunciare il ritrovamento alle autorità competenti in materia affinchè nel più breve tempo possibile si attivino le ricerche. L'anagrafe infatti non è un sistema a fondo cieco ma un reale ed importante passo per aiutare il ricongiungimento fra l'animale vagante ed il suo legittimo proprietario."

7.9.2009

Anche i gatti sono mancini

Anche tra i gatti ci sono dei mancini. I felini domestici, quando devono compiere mosse complicate con le zampe, mostrano la preferenza per l'una o per l'altra zampa. Le femmine sono quasi sempre destrorse, i maschi invece usano la sinistra.
Lo dimostra uno studio pubblicato della Queen's University di Belfast e riportato da New Scientist.
Se è vero che gli esseri umani sono i soli che mostrano una spiccata preferenza per una mano o per l'altra, c'é però da dire che prove dell'asimmetria cerebrale sono presenti anche nel mondo animale; per esempio, gli scimpanzé compiono parecchie azioni preferibilmente con la zampa destra.
I gatti non sono da meno. Infatti, quando gli psicologi irlandesi hanno dato ad un gruppo di 42 gatti scatolette di tonno molto piccole e quindi difficili da mangiare, gli animali si sono aiutati sempre con una sola delle due zampe: tutte le femmine meno una, con la zampina destra, tutti i maschi con la sinistra.
Ma questa preferenza per l'una o l'altra zampa non si riscontra quando i gatti giocano normalmente. In passato alcuni studi hanno collegato il mancinismo ai livelli di testosterone in utero. E' possibile, dunque, che per questo motivo i gatti maschi siano spesso mancini.
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