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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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19.1.2010

Gli angeli a quattro zampe ad haiti

Nelle loro gabbie hanno attraversato mari e oceani. E adesso aspettano solo un cenno per entrare in azione, segnalando ai loro conduttori la presenza di persone ancora in vita sotto i palazzi crollati di Haiti. Li abbiamo già visti in azione in Abruzzo, dopo il sisma dell'aprile scorso. Ma gli “angeli a quattro zampe” faranno la stessa cosa anche tra le rovine dell'area di Port-au-Prince completamente devastata dal terremoto di martedì
Squadre cinofile infatti sono partite dalla Spagna, dalla Francia, dal Messico, dagli Usa. Persino dalla Cina e da Taiwan. Il contributo fornito dai cani è irrinunciabile. Il loro fiuto è eccezionale, la loro capacità di infilarsi in fessure e anfratti quando a poche ore da un evento come un terremoto per l'uomo è impossibile farsi largo tra i cumuli di macerie, può fare la differenza tra la vita e la morte. Fondamentale, insomma, vincere il fattore tempo. E concentrare gli sforzi e le operazioni di scavo laddove c'è certezza di trovare qualcuno. E dove agire, sono proprio loro, i cani, a segnalarlo.
I cani utilizzati in queste situazioni possono essere di varie razze e gli esemplari più idonei vengono di solito selezionati già negli allevamenti. Vengono assegnati da cuccioli ad un conduttore e dal momento del loro primo incontro, i due iniziano a fare "coppia fissa". Il cane inizia a vivere con il conduttore, va a casa con lui e tra i due si crea una stretta simbiosi ed è la cosa più importante stabilire un legame molto forte tra l'uomo e l'animale». Perché per il quattrozampe la ricerca dei dispersi è sì la prosecuzione di un gioco imparato durante l'addestramento, ma quando il cane è diventato operativo, in un certo senso capisce anche di operare per conto dell'uomo. Di qui l'esigenza di una forte identificazione dell'animale con il proprio conduttore.
L'addestramento prevede diverse fasi: dalla socializzazione all'obbedienza, fino all'apprendimento delle tecniche operative. Il primo addestramento dura alcuni mesi, ma poi ogni anno vengono eseguiti diversi test di operatività.
E allora buon lavoro anche ad Haiti “angeli a quattro zampe”.

18.1.2010

Passeggiata col cane uguale palestra

Una bella notizia ci arriva da una ricerca inglese, particolarmente interessante per chi come me passeggia con il cane, la novità è che oltre a far del bene al nostro amico ci assicura una regolare attività fisica.
La Bob Martin, un'azienda inglese specializzata nel benessere degli animali ha fatto un po' di conti e alla fine ha redatto il bilancio positivo del “moto col cane” ed il quotidiano britannico Daily Telegraph ha pubblicato il risultato che udite udite, è comparabile con il beneficio fisico ottenuto da chi frequenta regolarmente una palestra.
L'articolo spiega che “chi ha un cane lo porta a spasso due volte al giorno per circa 20 minuti per un totale di cinque ore la settimana, se poi le passeggiate sono tre al giorno si raggiungono le otto ore settimanali.
Lo studio inglese afferma che in palestra si passano in media un'ora e 20 minuti la settimana, oltretutto, prosegue la ricerca, “il 70% degli inglesi considera la palestra un vero peso mentre la nostra bella passeggiata con l'amico a 4 zampe è considerata un impegno gravoso solo dal 22%.
Per non parlare del risparmio economico che non è poco. E' tutto per oggi.
(Nella foto: Il Presidente Obama ed il suo cane Bo)

15.1.2010

Arriva un cane. il mio gatto lo accettera'?

Oggi rispondiamo a Martina che ci scrive perché di recente si è recata in un canile per accompagnare una persona ed inevitabilmente si è innamorata di bonny una meticcia di 1 anno. Vorrebbe adottarla ma è preoccupata per il suo gatto di 14 anni che forse non potrebbe accettare bene la nuova arrivata. Risponde a questa mail Daniela Lisi la nostra educatrice cinofila
"Cara martina, ogni animale soggetto a cambiamenti ne risente.. chi più e chi meno.
Ci sono perplessità e dubbi sempre per una decisione del genere. L'idea di inserire un nuovo animale all'interno della famiglia, cane o gatto che sia, fa sempre pensare ed è giusto che questo accada.
Spesso chi prende un animale senza pensarci, si trova davanti a situazioni non previste e per cui non era preparato e spesso le conseguenze a questo sono poi l'abbandono o altro.. quindi martina le tue paure sono assolutamente giustificabili.
Il mio primo pensiero è quello di dirti: adotta bonny, tirala fuori da quel canile, portala a casa con te e dalle tanto amore. Il tuo gatto capirà e si abituerà alla nuova situazione. Certo è che prima di tutto devi assicurarti che bonny non abbia nessun problema con i gatti... predatorio o quant'altro.
Il secondo pensiero va però a quello che scrivi nella tua mail, ovvero, che tu e tuo marito siete tutti i giorni fuori casa dalle 8 alle 19... ed il problema che ti devi porre non è che il cane e il gatto resteranno soli per lungo tempo ma bensì che bonny resterà sola per 11 ore.. allora dovresti domandarti se veramente vuoi prendere un cane e lasciarlo a casa solo per tutto quel tempo.. capisco che giustamente ci si chiede: meglio il canile o una casa desolata?
È veramente dura poter rispondere... ma in quanto educatore cinofilo devo dirti che un cane non può stare solo per 11 ore, per il semplice fatto che ha bisogno di essere parte del nucleo familiare...
Una soluzione ovviamente c'è: puoi prendere il cane, lasciarlo inizialmente separato dal gatto fino a che non capisci che effettivamente sono diventati amici e poi una volta sicura che il gatto non ne risenta puoi lasciarli insieme.. in tutto ciò però ci deve essere un dog sitter che nell'arco delle 11 ore porti fuori almeno due volte, mezz'ora a passeggiata, il cane.
Insomma, capisco che sia una decisione difficile, ascolta il tuo cuore e cerca di capire cosa sia meglio per bonny.
Attendo tue notizie!"



14.1.2010

Anche gli animali sono al freddo

Non vi dico niente di nuovo se oggi inizio dicendo che stiamo vivendo giorni di grande gelo, pensate che negli Stati Uniti fa così freddo che in Florida le iguane cadono dagli alberi congelate.
Questi grandi ramarri tipici delle temperature subtropicali, generalmente vivono sugli alberi, dove trovano riparo anche in inverno quando le temperature però rimangono miti. Ma quest'anno non è stato così. L'inverno è così freddo che a Tampa sono stati toccati gli zero gradi. Ed il freddo non ha risparmiato neppure Key West, l'arcipelago più meridionale della Florida. Qui le temperature sono state di 7/8 gradi sopra lo zero, anzi per la precisione 8,2 gradi. E per Key West è la più bassa temperatura da 112 anni.
Ma non è tutto: il grande freddo sta creando problemi anche alle tartarughe. Da qualche giorno infatti scienziati della Nasa sono impegnati nel disperato tentativo di salvare centinaia di esemplari in pieno shock termico. Sull'isola di Merritt, dove si trovano il Kennedy Space Center e un grande parco nazionale in cui vivono numerosi uccelli, trichechi, alligatori e tartarughe, la temperatura è precipitata causando il raffreddamento delle acque con conseguenze gravi per diversi animali a sangue freddo. Pensate che le tartarughe sono cadute in una sorta di torpore: l'acqua fredda le ha rese inermi e incapaci di muoversi verso acque più calde. E gli scienziati si sono dati da fare riscaldandole e curandole in attesa che l'acqua ritorni sufficientemente calda.
Nell'attesa di tutto ciò ci salutiamo qui.
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