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Il magazine degli animali

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21.5.2009

Susi l'elefantessa rimasta sola

Susi non vede molti «compaesani» attorno a sé. Da quando è morta la sua amica Alice, un anno fa e dopo 6 di coabitazione, lei è diventata famosa come l'elefantessa triste di Barcellona. Nata libera, 36 anni fa, in Africa, Susi ha preso nel cuore dei visitatori il posto che occupava “Fiocchetto di neve”, il gorilla albino morto nel 2003, quasi quarantenne. L'orgoglio della celebrità e tante attenzioni non le bastano a riempire il vuoto lasciato da Alice, né a spegnere la sua atavica nostalgia per le praterie africane, né a farle ritrovare la gioia di vivere. Susi, l'elefantessa triste, si sta lasciando andare. Disperati, i suoi protettori si sono rivolti a Corte, hanno scritto una lettera alla regina, illustrandole le infelici condizioni di Susi e chiedendole di intervenire per cercare di salvarla dalla depressione e da una probabile fine prematura. Anche se i responsabili dello zoo assicurano che le condizioni dell'elefantessa sono buone, se non addirittura ottime, perfino i bambini si accorgono che lo sguardo di Susi è rassegnato e avvilito. Cercano di rincuorarla offrendole ghiottonerie assolutamente controindicate per la sua dieta vegetariana, ma che lei accetta e ingurgita, quasi per istinto di autodistruzione: salsicce, patatine fritte, pop corn, fette di salame. Se i sorveglianti non fanno attenzione, la proboscide bulimica agguanta anche sacchetti di plastica abbandonati. È lo stress, assicurano i difensori degli animali ai quali non è sfuggito quel suo andirivieni nel recinto, meccanico e ossessivo: mille metri quadrati sono un decimo dello spazio vitale minimo necessario a un pachiderma.
La regina Sofia è un'amante degli animali, non condivide la passione del re per le corride né per la caccia. Ha letto la petizione, ascoltato le istanze e si è mobilitata, peruna casa più ampia, un po' di compagnia per garantirle la migliore vecchiaia possibile. L'ideale sarebbe di trasferirla in una riserva, in Spagna o all'estero, dove possa ritrovare orizzonti simili a quelli della sua terra natale, e altri pachidermi con i quali pascolare serenamente. Non sarà facile, ma in Spagna ogni desiderio della regina è ancora (quasi) un ordine.

20.5.2009

Coccole e ancora coccole

Coccole, coccole e ancora coccole. Se non si fosse capito oggi al Magazine degli animali parliamo di coccole trattate da una ricerca che certifica su basi scientifiche il nostro amore per i cani e i gatti.
Un team di biologi giapponesi ha infatti scoperto che coccolare, accarezzare o anche solo stabilire un contatto visivo con un animale domestico, fa aumentare nei padroni i livelli di un ormone chiamato ossitocina.
Questo ormone è legato strettamente alle emozioni dell'amore, dell'amicizia e soprattutto dell'affetto genitoriale. Sulla base di questa recente scoperta giapponese, i nostri animali farebbero provare le stesse piacevoli sensazioni dei bambini in culla. Lo studio condotto dagli esperti della Azuba University si è basata sulla seguente intuizione: può l'ossitocina essere amplificato anche da un contatto sociale tra specie differenti? I due scienziati hanno avviato lo studio dopo aver notato che a seguito di coccole e giochi con i loro cani, l'umore cambiava.
Questa ricerca si è basata su una sessione di analisi in laboratorio nella quale un gruppo di padroni ha fornito un campione di urina prima e dopo aver giocano per un'ora e mezzo con i loro cani, mentre un altro gruppo ha fornito campioni senza aver interagito con i loro amici animali.
Il risultato è stato molto interessante: l'interazione con cani e gatti produce un incremento di circa il 20% di ossitocina.
Morale: cani e gatti stimolano emozioni simili a quelle dei figli.
E allora coccole, coccole e ancora coccole.

19.5.2009

E' tempo di vaccinazioni

E' tempo di vaccinazione: abbiamo in collegamento il Medico Veterinario Dott. Emanuele Minetti
Vice presidente dell'ANMVI:
“In questo periodo dell'anno i nostri cani e gatti devono essere accuditi con più attenzione del solito. Infatti in corrispondenza della bella stagione nascono esigenze diverse, ed anche se esse sono sempre le medesime di anno in anno, è bene ricordarle. Il primo problema è la gestione e profilassi delle cosidette malattie trasmesse da vettori.
Fra esse ricordiamo la Filariosi cardiopolmonare, trasmessa dalle zanzare, e presente soprattutto nelle regioni pianeggianti del nord Italia che, pur essendo da anni sotto controllo medico-veterinario, bisogna sempre prevenire con le consuete terapie da modulare soggetto per soggetto, sotto prescrizione veterinaria.
Un'altra delle malattie da vettore emergente è la Leishmaniosi, trasmessa dai papatacci, diffusa in particolare in tutte le zone del sud Italia ma ormai che si sta presentando in molte zone del Nord.
Usare adeguati prodotti repellenti ed antiparassitari aiuta molto nella gestione di tale patologia, così come per altre importanti malattie veicolate dalle zecche. Trovare sulla base del rischio epidemiologico i prodotti più adatti sarà compito del medico veterinario curante in accordo con il proprietario dell'animale.
Non esiste una unica ricetta adatta a tutti i cani e gatti: esiste sempre e comunque una assoluta personalizzazione dei protocolli.
Questo ovviamente vale anche per le vaccinazioni che devono essere gestite come un vero e proprio "abito su misura" ed il veterinario in questi casi si comporta come un "sarto" nel confezionare ciò che realmente è utile all'animale in visita”.
La prossima settimana parleremo della vaccinazione del gatto.

18.5.2009

W il doga: lo yoga per fido

E' l'ultima moda tra gli amanti degli animali da compagnia statunitensi, anche se non si tratta di una novità assoluta: sto parlando del Doga, lo yoga per cani in uso da anni in Giappone.
Quest'ultima tendenza dei ricchi e annoiati padroni americani deriva dalle scuole di ayurvedica di Tokyo che prevedevano lezioni di yoga per uomini e cani insieme. Il successo di questo yoga speciale chiamato Doga si basa su un semplice presupposto: il piacere che i cani trovano nello stiracchiarsi e nel trovare il padrone “a terra” insieme a loro.
“ai cani piace stiracchiarsi” dice l'istruttrice di Doga “vogliono essere tirati e massaggiati. Più lo fai e più ti avvicini al tuo cane. Se a lui però non piace te lo farà capire”.
Oltreoceano il Doga sta già diventando un business: DVD, programmi TV, corsi e presentazioni fanno da supporto alle lezioni vere e proprie. Tutti i cani sono ammessi, a patto che siano abbastanza docili da lasciarsi manipolare, tirare e sollevare.
Gli esperti di Doga non hanno dubbi: il cane si rilassa e si interessa maggiormente al suo padrone.
Ho deciso: diventerò una seguace del doga, e voi? Scrivete a Prontofido@prontofido.net
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