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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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22.1.2009

Il futuro "first dog"

Oggi parliamo del cane che dovrà andare ad abitare alla Casa Bianca assieme alla famiglia Obama, vi ricordate no? È stata la promessa che il presidente fece alle figlie durante la campagna elettorale. Dopo che per settimane si era dibattuto sulla guestione che il “first dog” fosse preso al canile per dare un messaggio alla nazione, c'è ora un sondaggio effettuato dall'Assosiated Press a sostenere questa tesi
Durante il fine settimana Barak Obama aveva annunciato che l'attesa scelta del cane era ristretta a due razze: o un Labrador o il portoghese Cao de agua per via dell'allergia della figlia Manlia di 10 anni, allergica al pelo del cane. Queste due razze infatti perdono poco pelo.
In ogni caso la metà dei proprietari di un cane e il 33% degli americani adulti ritiene opportuno che Obama adotti il suo cane in un canile, visto che come aveva detto lo stesso Obama: “nei canili è più facile che il migliore amico sia un bastardino come me.

21.1.2009

I bastardini? piu' intelligenti

E' uno studio molto interessante svolto dell'etologo Kenth Svartberg su 13.000 esemplari dall'Università di Stoccolma e riferita dal giornale Telegrph, e questo è il risultato: i cani di razza sono meno intelligenti dei bastardini.
Adottare quindi un cane con il pedigree non significa automaticamente avere un amico a 4 zampe intelligente proprio per il fatto che vengono ormai allevati soprattutto per scopi che si potrebbero definire “estetici.
L'autore dello studio ha concluso che “Le moderne pratiche d'allevamento influenzano il comportamento e le capacità mentali delle razze con pedigree e non solo l'aspetto fisico.”
Fino a non molto tempo fa i cani venivano selezionati per altre caratteristiche quali: l'intelligenza o il fiuto, oggi spesso lo scopo è creare una specie di accessorio come i chihuahua “da borsetta” alla Paris Hilton e Brithney Spears.
Conclusione dello studio di Svartberg: i geni responsabili della bellezza nei canidi spesso si associano alla personalità noiosa e introspettiva.

20.1.2009

Quando il compagno muore

Paolo ci ha scritto questa mail: "Ho un Beagle di circa 13 anni rimasto "orfano" del fratello da un mese; i due cani hanno vissuto insieme da sempre 24 ore su 24 tutti i giorni per più di 11 anni fino a quando il più giovane dei due è venuto a mancare in seguito ad una grave malformazione cardiaca.
Nel momento in cui il tredicenne si è ritrovato da solo, ho l'impressione che ne stia soffrendo parecchio, non so se della improvvisa solitudine alla quale non era abituato o proprio dell'assenza del fratello che adorava".
Per rispondere a questa domanda abbiamo in collegamento Sabrina Giussani Medico Veterinario Comportamentalista
"Il decesso del compagno di vita, soprattutto quando avviene all'improvviso e non è preceduto da
una lunga malattia, può portare il cane/ gatto a presentare sintomi di un disagio comportamentale.
L'animale, soprattutto se anziano, può legarsi ancor più al partner umano tanto da non riuscire a
rimanere solo, oppure isolarsi dal gruppo familiare. Il sonno è spesso perturbato: il cane/ gatto
dormono molto a lungo durante il giorno e la notte oppure hanno difficoltà ad addormentarsi e si
svegliano all'improvviso vocalizzando e vagando di stanza in stanza.
L'alterato equilibrio emozionale dell'animale provoca, quindi, la nascita di uno stato ansioso o
depressivo che deve essere curato. Per alleviare il dolore legato alla perdita è opportuno mostrare al cane/ gatto l'amico deceduto. Così facendo l'animale si renderà conto che qualche cosa è accaduto altrimenti potrebbe rimanere ad aspettare il compagno per lungo tempo avendolo visto uscire di casa ma non tornare. In seguito è opportuno aiutare il cane/ gatto utilizzando i feromoni di sintesi ed i nutraceutici (sostanze di tipo non farmacologico) e coinvolgendolo in tutte le attività preferite. Una visita comportamentale effettuata dal Medico Veterinario
consentirà di mettere in atto una terapia più mirata. L'adozione di un altro animale non è una buona soluzione sia per il cane/ gatto che per il proprietario. Infatti, entrambi hanno bisogno di tempo per elaborare il lutto ed accettare la perdita. L'arrivo di un nuovo individuo, spesso,
peggiora la situazione comportamentale del cane/ gatto, aggravandola."



19.1.2009

Animali preistorici ancora con noi

Grazie al DNA gli scienziati potrebbero far tornare in vita alcune specie estinte da migliaia di anni ricostruendo la loro sequenza genetica. La rivista britannica New Scientist ha pubblicato una speciale lista delle specie che con più probabilità gli scienziati riusciranno a ricreare.
In testa a questa speciale lista la tigre dai denti a sciabola, il dodo e anche il famoso Uomo di Neanderthal. Ma come si può arrivare a tanto? Per resuscitare le specie estinte gli scienziati dovrebbero riuscire a recuperare il DNA da un tessuto dell'animale e poi trovare una specie simile esistente al giorno d'oggi, nella quale impiantare l'embrione in cui è stato inserito il DNA ricostruito.
Facciamo un esempio: gli esseri umani sarebbero i candidati ideali per l'uomo di Neanderthal la cui sequenza del DNA sarà pubblicata quest'anno, mentre il leone potrebbe essere utilizzato per la tigre dai denti a sciabola. La difficoltà maggiore resta comunque quella di riuscire a recuperare un campione di DNA intatto.
Tra gli animali scomparsi da più tempo si trovano invece l'alce irlandese e il milodonte, un gigantesco animale simile ad un orso alto sei metri e dal peso di quattro tonnellate.
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