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Il magazine degli animali

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20.3.2009

Perche' strofina il naso?

Oggi rispondiamo a Katia che ci chiede come mai la sua cagnolina di 13 mesi ultimamente ha iniziato a strofinare il muso su tappeti e letti. Inoltre vorrebbe sapere qual è il motivo che spinge un cane a tirare al guinzaglio. Risponde Daniela Lisi Educatrice Cinofila:
"Cara Katia, i motivi per cui un cane strofina il naso possono essere svariati, prurito, fastidio, gioco etc.. etc.. quello che ti consiglio di fare se va avanti con questo atteggiamento è di consultare un veterinario che potrà di sicuro individuare la causa corretta.
Ci chiedi qual è il motivo per cui un cane tira?
Prima di tutto occorre ricordare che il guinzaglio è un vero e proprio mezzo di comunicazione tra noi ed il nostro cane, ovvero attraverso il guinzaglio, senza saperlo, trasmettiamo anche segnali emozionali.
Ovviamente la nostra reazione istintiva quando il cane inizia a tirare in avanti è quella di tirare a nostra volta in direzione opposta, e la naturale risposta del cane a questo sentirsi strattonare è aumentare l'intensità della propulsione in avanti. Così alla fine quanto più energicamente tira la persona, tanto più energicamente tira il cane.
Oltre a questo i motivi sono anche : dare libero sfogo alla sua innata curiosità verso il mondo esterno, vedere altri cani e annusare odori.
Il collare DAP che tu stai usando a mio parere non servirà a farla tirare di meno. Il DAP solitamente viene usato per i cani che hanno problemi a stare in casa soli, stressati, spaventati etc.. in quanto il DAP è un collare che contiene feromoni appaganti materni del cane.
Quello che invece potrebbe aiutarti è una pettorina, ne abbiamo parlato spesso. In conclusione ti consiglio di consultare un educatore cinofilo che di sicuro ti aiuterà a risolvere il problema."

19.3.2009

Le scimmie sono altruiste

Sapevate che le scimmie sono più altruiste degli uomini? Lo dimostra uno studio condotto dall'Università della Georgia negli Stati Uniti che ha dimostrato la nobiltà d'animo di questi animali che sono in grado di riconoscere l'equità e la giustizie.
Uno dei risultati di questa ricerca è il riconoscimento dei primati dei propri doveri, sono in grado di ricordarsi di chi ha fatto loro un favore tanto da restituirlo alla prima occasione, ma non è tutto, sono in grado anche di offrire aiuto ai compagni in difficoltà.
Secondo gli scienziati la generosità e l'altruismo nelle scimmie si è sviluppata tra 500.000 e 800.000 anni fa durante i grandi cambiamenti climatici quando, per sopravvivere dovettero imparare a cacciare insieme e difendersi dai predatori.
Nelle scimmie è anche fortissimo l'impulso a consolare e rassicurare chi soffre, la ricercatrice russa Nadia Kohts che allevava una giovane scimpanzé raccontava che quando la scimmia scappava non riusciva a farla ritornare in casa neanche offrendole del cibo, la scimmia però ritornava immediatamente quando la ricercatrice faceva finta di piangere, dopo aver raggiunto la padrona l'abbracciava e assumeva un'espressione preoccupata.

18.3.2009

Le carrozzelle di roma

Potremo continuare a passeggiare sulle Botticelle, ovvero le tipiche carrozzelle che possono restare nel centro storico di Roma, ma solo rispettando le nuove regole:
la prima regola è che le carrozzelle potranno ancora circolare nel centro storico ma soltanto seguendo percorsi progetti e meno faticosi per i cavalli.
Altra regola: le stalle di testaccio dove sono stati ospitati in modo precario i cavalli, devono essere sostituite da nuove strutture al Galoppatoio di Villa Borghese con un costo di 500 mila euro.
I cavalli dovranno essere sottoposti a visite ed esami diagnostici approfonditi ed eventualmente soccorsi da ambulanze specifiche che dovranno essere acquistate.
Un'altra regola importante riguarda le aree di sosta che dovranno essere in zone d'ombra e poi creare il cosiddetto “ricovero” per i cavalli a fine carriera.
Ma non è tutto: gli animali dovranno essere muniti di microchip.
Ma il Campidoglio sta valutando la riduzione progressiva del numero delle licenze in una doppia direzione e cioè o dimettere quella relativa alle carrozzelle per la licenza del taxi, oppure a scelta avere una doppia licenza che permetta l'uso delle carrozzelle nei giorni festivi nei parchi, mentre nei giorni feriali utilizzare un'auto d'epoca elettrica da guidare nel centro storico.

17.3.2009

Sterilizzazione si o no?

Siamo quasi in primavera ed arriva il momento del "calore" per le femmine a quattro zampe. E torna il quesito: sterilizzazione sì o sterilizzazione no? Lo chiediamo a Emanuele Minetti medico veterinario in Milano e Vice Presidente dell'ANMVI:
"Il problema delle sterilizzazioni di cani e gatti resta sempre di grande attualità nonostante sia stato affrontato e dibattuto molte volte, anche in questa sede.
La scelta va affrontata seriamente e su diversi piani che devono riguardare sia l'aspetto sociale della lotta al randagismo sia l'aspetto medico sul singolo animale.
Noi ci occupiamo qui oggi del singolo animale di proprietà.
Per il gatto usualmente l'animale di proprietà che vive in casa viene sterilizzato in età precoce, fra i sei ed i dodici mesi di vita, perché i suoi comportamenti creano disagi anche consistenti a tutti i componenti della famiglia. Inoltre più facilmente il gatto non avendo estri ciclicamente ben determinati e distanziati nel tempo viene visto come "sofferente" dai proprietari in tale fase.
La castrazione e l'ovariectomia sono poi visti dai proprietari nel gatto come interventi poco invasivi e già messi in preventivo all'atto dell'entrata in famiglia dell'animale.
Nel cane la cosa è differente, ed in realtà i vantaggi sono più difficilmente evidenziabili al proprietario, vuoi per un diverso livello di empatia vuoi per reali diversità di specie e di gestione degli interventi chirurgici. La sterilizzazione nelle femmine si sa che diminuisce la possibilità di neoplasie alla ghiandola mammaria, le patologie di tutto l'apparato genitale, le gravidanze indesiderate, i periodi di fastidio e/o quarantena sociale. Di contro viene dai proprietari evidenziato il problema dell'aumento di peso, dei rischi anestesiologici e chirurgici, la difficoltà di gestione del post intervento, la paura di menomazioni e/o cambi di carattere. Nel maschio i vantaggi sono ritenuti ancora meno importanti e gli svantaggi - anche per retaggio culturale - quasi insormontabili pur essendo macroscopicamente evidenti da un punto di vista medico.
Il modo migliore per togliersi ogni dubbio è comunque quello di affrontare il problema con il proprio veterinario che, in quanto tale, gode della vostra fiducia: ogni decisione medica infatti, pur rispondendo anche a generalizzazioni a priori, va inevitabilmente spostata sul singolo animale. Le razze, l'ambiente di vita, le condizioni di salute, le abitudini sociali, ogni cosa serve a determinare con calma e "verità" sul vostro animale - non su quello di altri, parenti o amici o conoscenti che siano - i pro ed i contro di una decisione e riuscire a definire il rapporto costi/benefici in modo serio e professionale ma sopèrattutto chiaro.
Anche in questo caso la medicina deve essere un vero "abito su misura" per l'animale e serve che la collaborazione fra proprietario e veterinario sia alta: i risultati per gli anni a venire saranno di sicuro valore.
Ricordiamoci quindi che è la prevenzione il nostro obiettivo principale: in questo mese di marzo poi l'ANMVI ha promosso proprio la stagione della prevenzione e l'occasione può essere davvero unica."


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