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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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4.7.2016

Ha 6 anni. La sterilizzo?

"Buonasera dottore, sono Martina ed ho una cagnolina di 6 anni ancora integra, che non ha mai sofferto di gravidanze isteriche, ma non si è mai accoppiata.
Ultimamente mi è stato consigliato dal vet di sterilizzarla per evitare tumori mammari in futuro. Poiché io, cercando di informarmi al meglio, ho sempre pensato che la sterilizzazione possa essere utile per la piometra, mentre dopo il terzo calore risulta indifferente ai tumori mammari.... vorrei capire se questa è una sciocchezza e quindi rappresenti ancora oggi una prevenzione attiva per la mia cagnolina. Diciamo che l'aspetto peggiore di questa vicenda, non sarebbe tanto rappresentato dall'intervento, quanto dal fatto che non ci siano possibilità di ridurre davvero tale rischio (vista l'età). La ringrazio molto per l'aiuto che vorrà darmi." Risponde il dottor Emanuele Minetti Medico Veterinario a Milano:
"Buongiorno, un minimo effetto statisticamente rilevabile pare ci sia anche in età più avanzata, e che quindi si possa un pochino sperare che la sterilizzazione anche a sei anni possa essere utile nella prevenzione delle neoplasie mammarie maligne.
Certamente era meglio pensarci molto tempo fa; comunque sapere a priori cosa succederà nessun medico serio lo dirà mai, perché gli studi si basano tutti su analisi statistiche, che pur sofisticatissime, non possono prendere in considerazione il suo proprio cane ma una popolazione di cani. Inoltre la soggettività, e la genetica, giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo delle malattie neoplastiche in generale e se si semplificasse, come spesso si vuol fare nel cane femmina, avremmo un discreto numero di insuccessi con le immaginabili conseguenze.
Valutate rischi e benefici con i vostri veterinari e decidete per il vostro cane, che è unico.
Saluti."
Dr Emanuele Minettiu DVM SSPV
www.biessea.com

1.7.2016

Il mio cane è aggressivo

"Ho un breton maschio di un anno che quando vede o passa vicino ad altri cani cerca sempre di attaccarli anche se sgridato. Tenga presente che il cane resta al chiuso all'interno del mio negozio e che vede i cani al guinzaglio passeggiargli davanti alla vetrina. Non so i guai che creerebbe se lasciato girare al guinzaglio per strada all'incontro di altri cani." Sentiamo la nostra esperta la dott.ssa Sabrina Giussani medico veterinario esperta in comportamento animale:
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. È difficile per un cane che osserva un proprio simile di là di una cancellata, una rete o una vetrina fare finta di nulla. Soprattutto quando il cane è in giovane età, adolescente e come tale un po' bullo e attaccabrighe. L'adolescenza è un periodo critico in cui la capacità di comunicare con cani e persone e altri comportamenti sono rimessi in discussione. Tutto ciò che non ha radici profonde e salde fondamenta può essere perso o modificato. Il cucciolo per imparare a parlare con gli altri cani deve frequentarli in libertà ogni giorno negli spazi appositi. Alla pubertà inizieranno le prime discussioni così come accade ai ragazzi. È necessario evitare le risse e insegnare al cucciolo a evitare i guai così che possa mantenere la capacità di parlare con gli altri. L'incontro attraverso una barriera architettonica favorisce l'irritabilità di entrambi i cani: i messaggi scambiati sono di conseguenza rabbiosi e incisivi. Queste interazioni non permettono l'acquisizione di una corretta comunicazione, anzi la ostacolano. La punizione inferta durante la fase di minaccia peggiora la situazione perché il cane vive un'emozione negativa legata all'incontro - scontro che è accentuata dal rimprovero. Consiglio all ascoltatore di realizzare una visita comportamentale presso un medico veterinario esperto in comportamento animale così che possa essere intrapreso un percorso riabilitativo. La passeggiata e l'incontro con i cani, infatti, sono momenti fondamentali della vita del nostro amico. A presto".



30.6.2016

I mammiferi hanno rimpiazzato i dinosauri

La lunga e controversa storia dei dinosauri e gli studi sulle cause della loro estinzione si arricchiscono di nuove ipotesi. La caduta di una cometa o di un asteroide non è più considerata la causa principale dell'annientamento dei grandi animali che hanno dominato la Terra per 150 milioni di anni. Quando sono scomparsi, 66 milioni di anni fa, già da una decina di milioni di anni le loro specie erano in decadenza e impoverite e l'evento catastrofico piovuto dal cielo è ritenuto oggi come il colpo finale su un mondo animale ormai prossimo, comunque, alla scomparsa
«La loro decadenza – sottolinea Chris Venditti, biologo evoluzionista e co-autore delle indagini – ha lasciato molto spazio ai mammiferi al cui gruppo noi apparteniamo e alla loro espansione anche prima dell'impatto fatidico. Proprio i mammiferi hanno rimpiazzato i dinosauri nel dominio del pianeta».
Quindi la caduta del corpo celeste di cui è stata trovata traccia sotto la penisola dello Yukatan e che ha scaraventato nell'atmosfera milioni di tonnellate di polveri ha certamente cambiato pesantemente il clima influenzando l'ecologia della Terra. Ma è stata soprattutto la debolezza riproduttiva dei dinosauri a decretare infine la loro cancellazione dalla superficie. Tuttavia ad aver pesato sul loro decadimento naturale sembra si debbano aggiungere alcuni fattori come l'attività vulcanica e la frantumazione delle masse continentali. Il risultato positivo è comunque il fatto che la loro fine ha segnato il nostro inizio.

29.6.2016

Divani e scarpe fatti con mele

Avete mai visto scarpe e divani fatti con le mele? O meglio, con quello che resta delle mele. È il segreto dei «bioprodotti» cioè il tesoro nascosto dell'Italia: quello degli scarti agroalimentari, delle deiezioni animali e dei sottoprodotti agricoli che possono essere trasformati appunto «bioprodotti». Ogni anno se ne producono 160 milioni di tonnellate che devono essere sfruttati adeguatamente. Dagli scarti industriali della mela si comincia a produrre la «cartamela» per fazzolettini di carta e rotoli da cucina e la «pellemela» per le calzature e i rivestimenti di divani.
Tutto questo è il quadro tracciato durante BioEnergy Italy, il salone delle tecnologie per le energie rinnovabili. Quello dei bioprodotti è un mercato che a livello europeo vale già 20 miliardi di euro e che in 16 anni raddoppierà a 40 miliardi, occupando circa 93 mila addetti.
Ma non è tutto: Tra i residui agricoli si trovano sostanze come siero di latte, licopeni dalle bucce di pomodoro, polifenoli dalla sansa di olive, che hanno un elevato valore nutrizionale e salutistico e possono fornire basi naturali per la cosmesi. Ad oggi sono diverse le aziende italiane impegnate nell'estrazione di queste sostanze dalle biomasse vegetali e nella formulazione di biocosmetici. Si possono ottenere diversi prodotti cosmetici, tra cui latte detergente, tonico, creme per viso e corpo, per i massaggi.
Viva la bioenergy
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