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Il magazine degli animali

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26.4.2016

Petizione contro "Festival della carne di cane"

“I cittadini italiani e quelli cinesi residenti in Italia sottoscrivano la petizione contro il ‘Festival della carne di cane' di Yulin, una barbarie incommentabile”: queste sono le parole dell'onorevole Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente, in prima linea nella lotta per la difesa dei cani (e dei gatti) sterminati ogni anno in Cina, in particolare a Yulin, dove, in occasione del solstizio d'estate, si celebra l'orribile mattanza del tristemente noto “Dog Meat Festival”. “Lo chiamano ‘festival' – ma di festoso non ha proprio niente Anzi, è una delle più cruente manifestazioni dell'unica vera ‘bestialità' che conosco, quella umana”. Ricordiamo che ogni anno, il 22 giugno, vengono macellati brutalmente, per poi esser cotti e consumati, almeno una decina di migliaia di cani. Inoltre, soltanto una piccola parte di questi animali provengono da allevamenti, in prevalenza si tratta di esemplari catturati in strada, o sottratti ai proprietari da bande criminali, per poi essere stipati in piccole gabbie, detenuti e uccisi con metodi crudeli (a bastonate o con il veleno)o, peggio ancora, scuoiati vivi.
Animals Asia che è sul campo da più di quindici anni”, sostiene: “L'indagine sul commercio della carne di cane è il risultato di un lungo e difficile lavoro che abbiamo svolto sotto copertura per quattro anni. Yulin è l'espressione di un'attività di stampo criminale fondata sul furto di animali di affezione ai legittimi proprietari. L'industria della carne di cane è un falso mito, i dati che abbiamo reso pubblici parlano chiaro: la produzione su larga scala è anti-economica e il consumo è nettamente crollato
Firma la petizione anche tu: Sito: http://stopyulinforever.org
Mail : info@stopyulinforever.org

22.4.2016

Problema di convivenza

"Gentile Dottoressa Giussani, ultimamente la convivenza tra i miei quattro cani maschi adulti evidenzia episodi di lotta improvvisa. Sono riuscita a "placarli" buttandogli acqua addosso. Vorrei però sapere se un fischietto a ultrasuoni potrebbe essere efficace per poter ottenere lo stesso risultato. La ringrazio anticipatamente. Marirosa" La parola alla dott. Sabrina Giussani
Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale,
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori.
La domanda della Sig.ra Marirosa offre la possibilità di trattare un argomento molto complesso, cioè la convivenza tra più cani. Quando gli animali che vivono con noi sono numerosi, la relazione tra loro, soprattutto dopo la pubertà, può diventare problematica. In età giovanile i cuccioli giocano e interagiscono tra loro ma intorno ai sei – sette mesi di età, possono iniziare a inviarsi messaggi ambivalenti. Gli animali rubano l'un l'altro un giocattolo, difendono la ciotola, l'uno si mette in mezzo quando il proprietario coccola gli altri e così via. Se lasciamo che gli animali se la vedano da soli o se scegliamo di intervenire alzando la voce e assumendo uno stile autoritario, molto spesso, la situazione può degenerare. I membri della famiglia umana devono accompagnare i cani nel percorso educativo, favorendo gli incontri con altri cani così che gli animali giungano a contatto con più stili comunicativi e non solo con quello utilizzato dai conviventi. Poichè lasciare i cani soli ore e ore in un giardino favorisce l'insorgere di conflitti e competizioni, le attività proposte quotidianamente devono essere numerose e “differenziate” in base alle preferenze degli animali. Da ciò si evince che il tempo da dedicare a un cane non è lo stesso per due o più animali!
Per tornare alla domanda dell'ascoltatrice, in caso di conflitto o zuffa lanciare dell'acqua o distrarre i cani è una soluzione temporanea che provoca rapidamente un peggioramento della situazione. Consiglio alla Sig.ra Marirosa di realizzare al più presto una visita comportamentale presso un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale così che tra i cani possa nascere una relazione basata sulla collaborazione e non sulla competizione."

21.4.2016

Allarme LIPU

Allarme dalla LIPU: Il greggio fuoriuscito domenica sera dall'oleodotto Iplom a Genova ha causato una moria di pesci e sta mettendo in pericolo molti uccelli che vivevano nei torrenti e in mare. Commenta la responsabile della Lipu di Genova, che solo ieri ha soccorso e salvato 27 germani reali completamente coperti di greggio e incapaci di volare
Un germano reale coperto di petrolio è stato segnalato alla guarda zoofila dai portuali del terminal Messina, nel porto di Genova, e conferma che il greggio è arrivato in mare, dentro lo scalo, fra i moli.
Una moria di pesci è segnalata alla foce, dove sono affiorati cefali e altre specie di pesci che vivono in mare nei pressi del torrente Polcevera. Più a monte, nel rio Pianego e nel Fegino, vicino alla zona del guasto, gli abitanti segnalano una moria di rane.
«La cosa più triste è accorgersi che i greti dei nostri torrenti, sino a sabato habitat ideale di molti uccelli e altri animali, sono all'improvviso diventati un deserto quasi senza segnali di vita animale» dicono i residenti. Alcune associazioni animaliste ed ambientalista genovesi stanno pensando di costituirsi parte civile per chiedere i danni ai responsabili del disastro ambientale che ha colpito la Valpolcevera

20.4.2016

Le tigri tornano a crescere

Buone notizie dal mondo della natura. Per la prima volta negli ultimi cento anni la popolazione delle tigri è tornata a crescere. Secondo quanto riporta il Wwf ad oggi sarebbero 3890 gli esemplari che vivono allo stato libero.
Ricordiamo che nel 2010 il loro numero era sceso al livello record negativo di 3200, situazione che aveva fatto scattare un piano d'emergenza per raddoppiare la popolazione entro il 2022.
È la prima volta che la popolazione torna a crescere dal 1900, quando però la popolazione globale contava 100.000 esemplari in natura. Le tigri erano presenti in 20 paesi, adesso invece lo sono in solo 13 e costantemente minacciate dal bracconaggio, che alimenta in gran parte il mercato dei farmaci della medicina tradizionale cinese, e dal loro habitat naturale sempre più ridotto dalla deforestazione umana.
In India, il paese che rappresenta oltre la metà delle tigri del mondo, la popolazione di tigri selvatiche è aumentato del 520 esemplari (nel 2010 erano 1.706, ora sono 2.226). Il numero è salito anche in Nepal, da 123 a 198; in Russia, da 360 a 443, e in Bhutan, da 75 a 103. Il trend è invece negativo in Bangladesh dove il numero è sceso a 106 dai 440 esemplari del 2010.
«Per la prima volta dopo decenni di costante declino, il numero delle tigri sono in aumento. Questo ci offre una grande speranza e dimostra che siamo in grado di salvare le specie e i loro habitat dove i governi, le comunità locali e gli ambientalisti lavorano insieme » ha commentato Marco Lambertin, il direttore generale del Wwf.
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