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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

10.5.2016

In barca con la gatta

Questa storia di libertà e amicizia tra Liz Clark e la sua gatta Amelia è iniziata quando le due si sono conosciute. «L'ho adottata quando era ancora una micina di soli sei mesi - ha raccontato Liz - e si è subito abituata a vivere così vicino all'acqua. Abbiamo instaurato un rapporto di fiducia e lei sa di potersi fidare di me». Liz, originaria di San Diego, ha sempre voluto navigare per il mondo e ha lavorato sulla sua barca, Swell, dal 2005, per renderla adatta a realizzare il suo sogno. Tra le rotte della traversata ci sono state le coste del Messico, l'America Centrale e l'Oceano Pacifico: più di 18 mila miglia percorse sul pelo dell'acqua dalle due amiche.
«Io dormo distesa su un tappetino, guardando le stelle, con Amelia vicino a me», ha raccontato Liz. Anche la gatta ormai è diventata una perfetta “marinara”: si arrampica sull'albero della barca e uno dei suoi giochi preferiti è tuffare le zampine nell'acqua limpida e pescare. «Nelle notti tranquille, Amelia pesca da un piccolo gommone attaccato a Swell, con una lampada per attirare i pesci».

9.5.2016

VACCINAZIONE DEL GATTO

Oggi parliamo della vaccinazione per il nostro amico gatto. Ce ne parla il Dottor Emanuele Minetti,
Medico Veterinario e vice Presidente dell'ANMVI:
"Bisogna sensibilizzare i proprietari sull'importanza di una prevenzione sempre più mirata e personalizzata e rafforzare il ruolo del Medico Veterinario come referente unico e insostituibile della salute animale.
Non tutti gli animali sono uguali, quindi è importante oggi scegliere un protocollo vaccinale adeguato alle esigenze del singolo animale e del suo proprietario.
Lo stile di vita di un soggetto che vive isolato in casa e quello di un animale che ha contatti frequenti in esterni con altri gatti sono infatti molto diversi ed espongono in modo differente ai rischi di malattia.
La scelta della protezione più indicata per ciascun gatto si deve quindi basare sui seguenti fattori: stile di vita, ambiente (urbano, misto o rurale), età, stato generale di salute, persone che convivono e loro eventuali problematiche. Non esiste un unico protocollo da seguire ma livelli diversi di protezione. I gatti che vivono strettamente in casa possono essere vaccinati ad intervalli anche di 2-3 anni ma ciò non significa che non debbano annualmente almeno ricevere una visita veterinaria poichè per prevenzione non si parla solo di profilassi. Ricordiamo inoltre l'importanza nei confronti dei parassiti esterni i quali possono essere un problema sia per la salute del gatto sia per l'ambiente ove convivano con l'uomo o altri animali.
Emanuele Minetti

6.5.2016

Femmine sfruttate in allevamento

Ci ha scritto Luca: "Ho un pastore tedesco femmina di sette anni di nome Bea presa 6 mesi fa da un allevatore. Bea ha fatto 4-5 cucciolate ma ora non serve piu e ho deciso di adottarla. Risultato: è sempre intimorita da tutto e da tutti, non fa nessuna guardia e ogni volta che vede qualcuno va a nascondersi nella cuccia. Si fida solo di me e anche quando la porto in passeggiata ha paura delle persone e degli altri cani anche piu' piccoli. Non so più come fare...aggiungo che non abbaia MAI.
Grazie,Luca." Qui tocchiamo anche l'argomento delle cagne fattrici sfruttate negli allevamenti.
Risponde la dottoressa Sabrina Giussani Medico veterinario esperto in comportamento animale:
"Buongiorno Loredana e a tutti gli ascoltatori, i comportamenti di Bea descritti dal Sig. Luca possono essere legati a un ridotto numero di esperienze realizzate dal cane durante il primo anno di vita. Bea, nata e cresciuta in allevamento, ha conosciuto l'allevatore e la sua famiglia, alcuni cani dell'allevamento (di grossa taglia e di una specifica razza), il box, l'area in cui era lasciata in libertà e poco altro. In quell'ambiente conosciuto e sicuro, Bea era probabilmente capace di abbaiare alle persone in ingresso o ai rumori. Ma, appena varcata la soglia dell'allevamento, la situazione cambia radicalmente poiché il mondo appare sconosciuto e, quindi, pericoloso. Consiglio al Sig. Luca di realizzare una visita comportamentale consultando un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale per aiutare Bea a conoscere almeno una parte di tutto ciò che ora la circonda; è opportuno considerare che sono trascorsi già sei mesi e la situazione non sembra migliorare. Inoltre, poiché le esperienze di Bea sono molto ridotte, qualora il cane dovesse iniziare ad abbaiare agli estranei potrebbe “esagerare” arrivando anche a mostrare un comportamento di aggressione.
Arrivederci Loredana e a tutti gli ascoltatori."

6.5.2016

Atteggiamento lesivo?

Oggi qui al Magazine degli animali parliamo di un argomento alquanto complesso: l'atteggiamento lesivo. Portare gli animali in ufficio è giusto per loro, quali sono gli accorgimenti da attuare?
A questa domanda così articolata risponde Emanuele Minetti, medico veterinario a Milano
"Fodamentale è conoscere la trasformazione del rapporto uomo-cane nei secoli che è legata alla modificazione della struttura sociale-economica degli uomini della società.
Ricordiamo brevemente i passaggi evolutivi principali dal primo incontro tra l'homo sapiens ed il lupo, che la ricerca inserisce tra i 100.000 e i 50.000 anni orsono, e le conseguenti modificazioni filogenetiche che porteranno dal lupo al cane:
a) interazione arcaica: si basa sul mutuo vantaggio, sulla possibilità da parte dell'animale di trovare più facilmente del cibo, ntre per l'uomo di aumentare la sicurezza del gruppo con la vigile presenza dell'animale;
b) interazione economico-funzionale: coincidono la "domesticazione" da parte dell'uomo allevatore-agricoltore e la trasformazione del cane in soggetto da lavoro e/o da utilità; da qui inizia la creazione delle razze, con importanti differenze morfologiche e comportamentali (caccia, conduttori di greggi, guardiani di armenti, ecc.); purtroppo la visione dell'uomo nei confronti del cane è basata sul meccanicismo, cioè cane in quanto automa;
c) interazione zooantropologica: con il progressivo spostamento delle attività produttive dalla campagna alla città il cane è sempre di più un animale da compagnia, dove viene rispettata la sua alterità e favorite le sue potenzialità cognitive, allontanando la deriva antropoformizzante che spesso caratterizza la relazione.
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