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Il magazine degli animali

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25.3.2016

Pettirossi a rischio

Vi siete mai chiesti quali sono gli effetti della vita moderna sugli animali? Sappiamo per esempio che i pettirossi “di città” si trovano in serio pericolo ed il motivo non lo immagineremmo mai ma quelli che vivono e cantano vicino ai centri abitati patiscono la luce dei lampioni in strada. Stanno appollaiati di giorno e anche di notte, solo che la continua illuminazione sta mandando letteralmente in tilt il loro orologio biologico. Lo spiega Davide Dominoni della Glasgow University: «La luce dei lampioni, dei cartelloni luminosi e delle case porta i pettirossi ad essere ben svegli quando invece dovrebbero essere addormentati. Si sentono cantare tutto il giorno e tutta la notte. Non è una cosa normale».
Ecco perché Dominoni ha pensato di piazzare delle telecamere all'interno dei nidi per poter tracciare i loro modelli di sonno poiché, ovviamente, la mancanza di riposo può mettere a rischio la salute. Precedentemente il ricercatore aveva già dimostrato, con un esperimento in laboratorio, che quando i pettirossi sono esposti alla luce di notte alcuni dei loro geni sono attivi nel momento sbagliato della giornata.
E non sono solo i pettirossi, anche merli e gabbiani stanno diventando più notturni. «A Glasgow, dove vivo – spiega Dominoni – i gabbiani cominciano ad essere un problema serio. Durante la stagione riproduttiva, fra aprile e giugno, sono molto attivi di notte. E anche molto rumorosi. La gente non riesce a dormire, vorrebbe eliminarli».

24.3.2016

Pasqua senza sofferenze animali

Pasqua per chi ama gli animali è sempre un periodo piuttosto difficile. Forse uno dei peggiori legati alle feste religiose nel nostro Paese. Impossibile sfuggire alla sovraesposizione di “carne” macellata proposta in ogni dove. Per spingere ulteriormente a “cambiare abitudini” è in questo periodo che le campagne animaliste si fanno più diffuse.
Basti pensare alla nuova dura investigazione diffusa da Animal Equality Italia che mostra quello che gli attivisti dell'organizzazione hanno documentato in alcuni allevamenti e macelli del Lazio e della Lombardia: agnellini spauriti, animali stipati in spazi ristretti, in mezzo a rifiuti e rottami, pecore malate lasciate per ore legate. E ancora: capretti sgozzati ancora perfettamente coscienti dopo il fallimento delle tecniche di stordimento (elettronarcosi e “pistolettata” a proiettile in fronte) che avrebbero dovuto cercare di renderli non coscienti durante l'uccisione.
C'è da dire che le denunce degli attivisti e la crisi economica hanno fatto registrare una controtendenza. Durante la scorsa Pasqua la riduzione degli ordini di carne d'agnello ha prodotto un calo di vendite annuali di circa il 15%. E così la scorsa Pasqua agnelli, capretti e pecore mandati al macello erano poco meno di 550.000, rispetto agli 800.000 dell'anno precedente.
La strada per un'alimentazione cruelty free è ancora lunga – commenta la responsabile LAV settore Veg – anche se la consapevolezza dell'importanza delle scelte individuali a tavola sta aumentando.

23.3.2016

Anche i duri hanno un cuore

Maiden, ha liberato nelle acque delle Canarie la tartaruga Terry, unica sopravvissuta di un gruppo di Caretta, un gruppo che si era arenato sulla spiaggia di Bailiwick nell'isola inglese di Jersey lo scorso febbraio. Ebbene Bruce dopo aver conosciuto la storia della tartaruga, si era impegnato in prima persona per salvarla, mettendo a disposizione il suo aereo privato, grazie al quale la tartaruga Terry è volata alle Canarie, dove si trova un grosso centro per il recupero delle testuggini. Grazie alle cure dei veterinari l'animale è guarito e oggi è arrivato il momento di tornare in mare.
Un bellissimo finale di una storia incredibile.

22.3.2016

SeaWorld chiude

La catena di parchi acquatici SeaWorld ha annunciato che non alleverà più orche, una risposta che arriva dopo le critiche dei difensori dei diritti degli animali, di agenzie governative e legislazioni statali. La società a cui fanno capo i parchi di San Diego, Orlando e San Antonio ha fatto sapere che l'attuale generazione di orche in suo possesso sarà l'ultima a vivere in cattività. SeaWorld era finita sotto i riflettori dopo un libro del 2012, «Morte a SeaWorld: e il documentario del 2013 «Blackfish», il cui protagonista era Tilikum, un'orca maschio di 35 anni catturato da cucciolo in Islanda e responsabile della morte di tre persone. In questi ultimi giorni proprio questo esemplare sembra essere in fin di vita per un'infezione e la decisione di SeaWorld sembra arrivare anche come mossa preventiva per le polemiche che arriveranno alla morte di questo simbolo della battaglie animaliste.
Una decisione anche motivata dopo il caso della celebre orca protagonista del film del 1993 «Free Willy», la cui liberazione nel 2002 è stata un clamoroso fallimento. Rimessa in mare aperto non imparò mai a tornare una balena: non aveva la capacità di trattenere il respiro, nuotare vigorosamente e catturare il cibo e fu trovata morta di polmonite un anno dopo il «rilascio» in un fiordo della Norvegia.
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