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Il magazine degli animali

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21.2.2008

Gli animali non sono beni di lusso

Il Medico Veterinario Emanuele Minetti Vice Presidente dell'ANMVI e collaboratore di Pronto Fido prosegue la risposta e l'approfondimento alla notizia “Animali in 6 case su 10, ma è crisi sui costi. Dal veterinario la spesa maggiore”
"Il mantenimento dell'animale da compagnia, l'attenzione al suo benessere e alla sua salute costituiscono un dovere del proprietario responsabile. Nutrirlo, garantirgli cure e assistenza adeguate non compromette un bilancio familiare normale. Inoltre il mercato e le liberalizzazioni consentono al proprietario di scegliere i beni e i servizi più convenienti sotto il profilo del rapporto qualità-prezzo.
Non si parli di cani e gatti come di un bene di lusso perchè a questo ha già pensato il Fisco che non consente adeguati sgravi e sostegni a chi detiene un animale da compagnia. Per questo la nostra Associazione si batte, inascoltata da tutti i Governi, per la riduzione dell'IVA sulle prestazioni veterinarie: oggi i proprietari pagano un'aliquota del 20% ,"
al contrario delle prestazioni sanitarie sull'uomo che non hanno IVA, dato che lo Stato non le classifica come beni di necessità pur essendo legate alla salute pubblica a doppia filo!
Le tariffe minime e massime esposte sul Corriere del 18 sono quelle riportate nel tariffario di riferimento e non vengono minimamente spiegate nelle motivazioni che le compongono.
Si parla di assitenza sanitaria di base sollevando un problema politico/economico finora quasi tutto sulle spalle dei privati cittadini, veterinari e proprietari, e non sulla comunità dimenticando che comunque la comunità paga a priori costi altissimi per il randagismo ed i danni sociali ad esso correlati.
Il nostro giudizio è in parte negativo per la scarsa attenzione e pertinenza rivolte alla realtà esistente in Italia e di soddisfazione perchè era tempo che qualcuno anche sui media si occupasse di un fronte di guerra ove però animali, padroni e veterinari stanno tutti dalla stessa parte avendo come nemico uno stato assente completamente pronto solo ad incassare senza mai dare una soluzione reale e davvero in cambio solo briciole".


20.2.2008

Articolo da commentare

Lunedì 18 è uscita sui più importanti quotidiani la seguente notizia “Animali in 6 case su 19, ma è crisi sui costi. Dal veterinario la spesa maggiore”.
Abbiamo voluto saperne di più e per questo abbiamo chiesto al Medico Veterinario Emanuele Minetti Vice Presidente ANMVI e Consigliere dell'Ordine dei Veterinari di Milano.
"Per la crisi economica si dice 14 milioni stimati di animali che vivono nelle famiglie italiane possano già essere a rischio le cure e l'assistenza. Il sottotitolo principale erroneamente recita " Dal veterinario la spesa più alta", peraltro subito smentito nell'articolo dove si legge invece che la spesa stimata per cure veterinarie è di 0,4 Euro al giorno (uguale circa a quella per gli accessori) mentre per il cibo la stima è da 2,0 a 5,0 Euro al giorno.
Non si accenna alla detraibilità fiscale, che le spese mediche sono in gran parte imprevedibili, che la veterinaria degli animali da compagnia è privata e sta in piedi ed esiste senza alcun aiuto esterno. Si parla, però in modo incompiuto ed impreciso, anche di livelli minimi di assistenza veterinaria garantita per cani e gatti come necessità da parte della comunità in toto rendendo comunque fra le righe ragione al benessere animale, alla salute pubblica ed alla salute psico-fisica dei proprietari.
Si mette in evidenza che nei mesi a venire alcune migliaia di veterinari italiani aderiranno alla Stagione della Prevenzione con una visita di controllo gratuita a chi ne farà richiesta tramite apposito numero verde. Questi argomenti vengono sostenuti con forza dai veterinari italiani di ANMVI da anni in mdo trasparente e serio.
Viene riportato anche il problema delle Polizze sanitarie di assicurazione che non decollano come all'estero perché in Italia l'assistenza sanitaria è vista solo rapportata al SSN mentre in Europa l'assistenza è mista fra pubblico e privato assicurativo.
Sono poi riportate alcune tariffe esemplificative ove si evince anche la richiesta da parte dell'utenza di prestazioni di qualità e sofisticate, che nulla hanno da invidiare per strutture e macchinari all'umana, con conseguenti costi superiori anche di 10 volte alle tariffe minime di base che sono la stragrande maggioranza.
Nel contempo non vengono nemmeno citati altri importantissimi fatti.
Pertanto alcune omissioni, incongruenze ed inesattezze devono essere spiegate bene agli ascoltatori ed ai lettori e domani cercheremo succintamente di farlo".








19.2.2008

L'educazione del cucciolo...in dvd

Avere un cane è il sogno di molti di noi. Tuttavia la scelta
dell'animale giusto per il proprio stile di vita, prima, e i mille
dubbi legati alla sua educazione, dopo, sono spesso gli ostacoli che
impediscono la realizzazione di questo sogno. Per aiutarci a capire
che cosa significa convivere con un cane e come sia possibile farne
un "buon cittadino" Sprea Editori ha pubblicato il secondo dvd della
collana il mio amico cucciolo. Dedicato all'educazione del cucciolo
questo filmato di 60 minuti racconta tutto quello che un nuovo
padrone deve sapere per insegnare al suo amico a quattro zampe a
vivere senza problemi in casa.
Ecco allora i consigli, anzi i trucchi, per abituarlo al guinzaglio o
a fare i suoi bisogni nel prato.
Il filmato, realizzato da cinofili esperti, è una vera guida passo
passo all'educazione del cucciolo. Ma è, soprattutto, una piccola
guida alla psicologia canina e quindi ci aiuta a capire perché il
nostro amico si comporta in un certo modo piuttosto che in un altro.
Il video, ci aiuta, per esempio, a capire perché il cucciolo non deve
dormire nel nostro letto oppure come dobbiamo impartirgli "gli ordini".
La scelta del cucciolo costa 5 euro e 90 ed è il primo eco disc
italiano ed è realizzato in modo da essere meno inquinante dei dvd e
anche più sicuro: è, infatti, flessibile e difficilmente si romperà.
Il primo dvd della serie era dedicato alla scelta del cucciolo.


18.2.2008

Australia: nuovo no alla caccia alle balene

Non sono solo gli animalisti di Greenpeace a combattere la caccia alle balene giapponese, si è aggiunto anche il governo australiano che ha inviato una nave a monitorare l'attività di caccia nipponica.
Proprio da questa attività di monitoraggio sono state effettuate riprese dalle immagini scioccanti, finalizzate a mostrare che la strage di cetacei non ha certo il carattere scientifico tanto millantato dalle autorità di Tokyo.
“Quando ho visto le immagini”, ha detto il ministro australiano all'Ambiente, “mi sono sentito male. Tutto questo non ha nulla a che vedere con la ricerca. La chiamano scienza, ma in realtà si tratta di barbare uccisioni”. Le immagini raccolte dall'Australia potrebbero avviare finalmente una controversia legale nei confronti di Tokyo.
Ricordiamo che il Giappone punta a catturare circa un migliaio di balene prima della fine dell'estate antartica ma c'è anche un paese europeo, la Norvegia, che da anni continua vergognosamente e senza problemi a cacciare le balene. E' tutto.
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