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Il magazine degli animali

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18.3.2016

La mia gatta mi graffia e mi morde

"Sono la padrona di una bella gatta persiana di 3 anni molto coccolata, da un paio di mesi però mentre la coccolo all'improvviso cerca di graffiarmi e di mordermi. Questo ha modificato il ns rapporto perché se prima la notte la grattavo e ci addormentavamo assieme ora non lo faccio più' per paura di essere morsa. Le dico inoltre che è una gatta non sterilizzata. Sono molto dispiaciuta di questa situazione e non so come uscirne. Potesse darmi un consiglio. Barbara" Risponde la dottoressa
Sabrina Giussani Medico Veterinario esperta in comportamento animale:
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. Il comportamento descritto dalla Sig.ra Barbara è un'aggressione per irritazione. Questo tipo di aggressione è caratterizzato da una fase di minaccia molto breve, quasi contemporanea al morso e al graffio. Sembra che la gatta cambi umore all'improvviso: dapprima è calma e disponibile e in un attimo la situazione si modifica radicalmente. Osservando il comportamento del piccolo felino, però, è possibile notare alcuni segnali premonitori: la gatta sposta i baffi all'indietro così come le orecchie, la coda inizia a muoversi, il corpo s'irrigidisce. Questi indizi rivelano che l'animale desidera interrompere il contatto e, se li rispettiamo, tutto finirà. Ritengo che l'aumentata irritabilità della gatta, possa essere legata al succedersi dei calori. La gatta, infatti, vive questo evento con grande disagio psichico: il piccolo felino mangia poco, miagola giorno e notte, riposa per brevi periodi e male. E tutto ciò si ripete spesso durante l'anno. Inoltre, la presenza costante di un'elevata concentrazione di ormoni sessuali induce anche un disagio fisico. Consiglio alla Sig.ra Barbara di realizzare una visita presso un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale così da comprendere ciò che sta accadendo e realizzare un percorso riabilitativo volto a migliorare la relazione tra la Sig.ra Barbara e la micia."




17.3.2016

20mila elefanti uccisi per l'avorio

Oltre la metà delle morti di elefanti nel mondo avviene per mano dei bracconieri: nel 2015 si stima che almeno 20mila elefanti africani siano stati uccisi per il loro avorio. Una piaga, quella del bracconaggio e dei traffici illegali, che sta decimando la popolazione mondiale dei pachidermi. Il quadro arriva dall'ultimo rapporto del Programma di monitoraggio dell'uccisione illegale degli elefanti (Mike) del Cites in occasione della Giornata mondiale della natura (World Wildlife Day) indetta dall'Onu.
Nonostante il calo rispetto al picco negativo registrato nel 2011, il bracconaggio risulta ancora una minaccia immediata e seria per la sopravvivenza degli elefanti africani perché è superiore al normale tasso di crescita della loro popolazione.
Difendere la natura dai criminali diventa sempre più pericoloso. Secondo un'indagine condotta in Asia dal Wwf i ranger preposti alla difesa della fauna selvatica non si sentono supportati dalle autorità nel loro compito. Circa un terzo non ha uno stipendio appropriato o regolare.
Il bracconaggio poi alimenta tutta una serie di traffici illeciti legati alla natura che ormai nel loro complesso sono il quarto giro d'affari illegale al mondo. Foraggiando criminalità e corruzione. Anche il web fa la sua parte: Facebook sta diventando un nuovo mercato online per il traffico di specie a rischio. Gli attivisti di Traffic denunciano la scoperta di centinaia di animali protetti - tra cui gibboni e gatti orsini - in vendita su gruppi Fb in Malesia.

16.3.2016

Felissimo, il profumo di micio

Se non hanno il pelo bagnato dalla pioggia, i gatti hanno un ottimo profumo. Per questo l'azienda giapponese “Felissimo” ha creato uno spray che sa di micio “Moho Mohu Odeko no Kaori” costa quasi dieci euro, e si può spruzzare in casa se sentite la mancanza del vostro gatto, oppure in auto, se quando siete in viaggio volete portarvi l'odore con voi. Si può usare sui cuscini, sulle tende, sulle lenzuola, o su qualsiasi altro oggetto.
Yohji Yamamoto, il fondatore di questa azienda giapponese, ha trascorso quattro mesi di ricerche olfattive per trovare la fragranza migliore andando ad annusare centinaia di fronti dei gatti, perché l'azienda parla di uno spray, dolce ed aromatico, che odora come la fronte di un felino.
Così “Felissimo” ha lanciato in commercio il risultato dei suoi esperimenti, e secondo alcuni sondaggi, le risposte più frequenti dei clienti sono state: «Assomiglia un po' al profumo del pane appena sfornato», o «sembra l'odore del sole». Per altri dà una sensazione di confort e rilassatezza, «Specie se quando lo si usa, si ha un animale in braccio». E' pensato per i proprietari dei quattrozampe, come per chi vuole semplicemente sperimentare una fragranza originale.

15.3.2016

Scimpanzè: proprio come noi

Annuiscono, si sbracciano, pestano i piedi e danno persino "il cinque" sono gli scimpanzé che usano il corpo per comunicare, e il grado di coincidenza tra la loro gestualità e quella degli umani è impressionante. Una ricerca scientifica infatti ha confermato quanto sia vicina la comunicazione nostra e loro.
Molti gesti che si osservano negli scimpanzé che stanno giocando, come ceffoni, solletico, ditate, calci e parate, sono gli stessi che si osservano nel gioco tra gli esseri umani.
La ricerca - pubblicata sulla rivista scientifica Animal Cognition - ha esaminato in particolare le sequenze di gesti usati dagli scimpanzé che magari non saranno bravi in grammatica ma certamente ha dimostrato ancora una volta quanto il loro modo di comunicare sia sviluppato e simile al nostro. Gli scimpanzé però non sono gli unici primati a avere in comune con gli esseri umani svariate modalità di comunicazione: recentemente uno studio sui babbuini ha dimostrato come questi emettano suoni e muovano le labbra in modo molto simile a noi. Con noi i primati condividono vizi, come "alzare il gomito" e virtù, come la collaborazione e l'altruismo. Proprio la grandissima vicinanza tra noi e loro ci spinge a chiedere più diritti per i nostri grandi e pelosi "cugini".
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