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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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7.6.2007

Autorizzata vendita di avorio al giappone

dalla Conferenza dell'ONU sul commercio internazionale di specie in pericolo, la CITES tre paesi africani sono stati autorizzati a vendere 60 tonnellate di avorio al Giappone che è uno dei principali paesi consumatori di questa sostanza.
I paesi sono il Sud Africa, la Namibia e lo stato del Botswana con l'impegno della Cites a monitorare attentamente la caccia di frodo agli elefanti.
Ma, secondo gli ambientalisti, anche se considerata una tantum, finirà per stimolare il mercato nero dell'avorio mettendo in grave pericolo le popolazioni africane di elefanti.
Già nel 1997 dopo la decisione di un'altra vendita una tantum di 50 tonnellate di avorio da Botswana, Namibia e Zimbawe, la domanda di avorio sul mercato nero aumentò creando gravi danni.
Per alleggerire l'atmosfera vi regalo una frase spiritosa:
CHIUNQUE NON SA CHE SAPORE ABBIA IL SAPONE, NON HA MAI LAVATO UN CANE” FRANKLIN JONES.

6.6.2007

Sfruttare gli animali e' un business da 3 miliardi

Dagli ultimi risultati del rapporto Zoomafia 2007 della LAV emerge che lo sfruttamento illegale degli animali rende alla criminalità organizzata circa 3 miliardi di euro l'anno.
Nel rapporto della LAV è sottolineato che se fino a poco tempo fa la vera emergenza erano i combattimenti, adesso c'è quella delle corse ippiche clandestine che rende circa 1 miliardo l'anno.
E poi ci sono i furti di animali di allevamento, pensate ogni anno sono coinvolti circa 100 mila capi di bestiame.
Esistono anche i reati di bracconaggio, traffico di fauna esotica protetta e poi il business legato ai cani in arrivo dai paesi dell'est, ogni anno vengono importati illegalmente in Italia 30 mila cuccioli, poi c'è il business della gestione dei canili lager e sui randagi che rende circa 500 milioni di euro l'anno.
Dopo questo elenco di orrori vorrei chiudere con la frase di un grandissimo uomo, un uomo che rispettava ogni essere vivente: dal più grande al più infinitamente piccolo:
LA GRANDEZZA DI UNA NAZIONE E IL SUO PROGRESSO MORALE POSSONO ESSERE GIUDICATI DAL MODO IN CUI TRATTA GLI ANIMALI.
MAHATMA GANDHI.



5.6.2007

Gli animali e la velocita'

Lo sappiamo: nel mondo animale la velocità è fondamentale. Ma non per tutti: prendiamo il bradipo per esempio, lui prende la vita con calma, molta calma, è lento quando mangia, quando cammina e anche quando gioca. Lui è talmente pigro che può addirittura capitargli di addormentarsi mentre sta facendo i bisognini, La sua andatura massima è di 160 metri all'ora.
Ma non è il più lento: lo batte la lumaca.
E l'essere umano in questa hit parade come si posiziona? La sua velocità a piedi è tra quella del maiale e quella del pollo. Solo gli atleti riescono a fermare il cronometro a 9 secondi e 77 centesimi sui 100 metri piani.
L'uomo se non si muove in auto, in aereo o in bicicletta è molto più lento del gatto domestico, che in accelerazione può raggiungere i 48 km/h.
Ma l'animale in assoluto più veloce è il ghepardo con i suoi 110 km/h.

4.6.2007

I parassiti degli animali e i cambiamenti climatici

Il 4 maggio si è svolto a Roma - e in videoconferenza con altre 10 città italiane - la CVBD (canine vector-borne diseases) Interactive Video Conference dove alcuni dei partecipanti al CVBD World Forum, svoltosi nei giorni scorsi per la prima volta in Italia a Palermo, si sono incontrati per fare il punto della situazione sulle più recenti acquisizioni scientifiche internazionali in materie di ectoparassiti e conseguenti malattie trasmesse.
Le mutazioni micro- e macroclimatiche, la sempre minore “regionalizzazione” dei vettori e delle malattie (per intendersi in pianura Padana la filaria, in Sicilia la Leishmania) impongono strategie diverse rispetto al passato nell'affrontare il problema.
Cerchiamo di avere chiaro questo concetto: visto che non si possono eradicare i vettori, o cambiare il clima, e non si possono eradicare le malattie rimane solo una cosa da fare: creare una barriera intorno ai cani (ed ai gatti) per limitare e soprattutto per ridurre il problema che abbiamo oggi sul tavolo.
Chi può infatti fare una scelta dicendo che garantisce con essa che lì c'è la zecca e li no, lì c'è il papataccio ma più in là non c'è?
Cercate al minimo ragionevole dubbio di non lasciare cani serbatoio senza le adeguate terapie per lui e per gli altri animali ed i loro padroni.
Applicate per periodi più lunghi i vari prodotti disponibili sul mercato sia con azione antiparassitaria sia con azione repellente.
I grandi e frequenti spostamenti delle persone con animali al seguito, spostamenti che espongono gli animali a rischi non pienamente valutati a priori e non sempre considerati tempestivamente in seguito.
Ecco quindi che tale consapevolezza ha dei risvolti che modificano sia la gestione dei protocolli diagnostici sia la gestione dei piani di profilassi/controllo di tali malattie.
Quotidianamente quindi di fronte a quadri clinici più o meno complessi le malattie che un tempo erano studiate spesso come “tropicali” sono terreno di sfida per tutti, soprattutto in virtù dell'evidenza che non solo i vettori hanno conquistato aree geografiche nuove ma anche che in quelle aree c'è la ragionevole possibilità che risiedano animali serbatoio, di una o più di tali malattie.
Emanuele Minetti
Milano


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