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Il magazine degli animali

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22.2.2016

Allergica agli acari

"Ho un bouledogue francese di 1 anno che si è iniziata a grattare forte. Dopo varie prove tra cibo diverso abbiamo fatto il prelievo per allergie ed è risultata allergica ad acari. Le chiedo quale è la percentuale che i figli nascono con lo stesso problema? Se è alta non rischio e la sterilizzo."
Risponde il dottor Emanuele Minetti Medico Veterinario a Milano:
"Buongiorno, non esistono a mia conoscenza sistemi scientificamente certi al 100% che possano rispondere alla domanda sul suo proprio cane per decidere se sterilizzarla o meno.
Però l'Atopia, se di questa si tratta, è una malattia geneticamente trasmissibile ai figli, a predisposizione razziale/familiare, capace d'indurre reazioni allergiche contro sostanze banali presenti nell'ambiente, caratterizzata, nel cane e nel gatto, soprattutto dalla presenza di prurito stagionale (recidivante) od annuale (cronico). Nell'uomo invece l'atopia colpisce prevalentemente l'apparato respiratorio inducendo il raffreddore da fieno e l' asma bronchiale che tutti conosciamo.
Da sottolineare però che non tutti i soggetti atopici/allergici sviluppano una dermatite atopica (è necessaria prima la sensibilizzazione agli allergeni ambientali) e che non tutti i soggetti con prurito sono allergici. Il prurito rappresenta solo un segno clinico, e come tale può essere causato da svariate patologie, sia parassitarie, sia sostenute da virus, batteri, funghi, lieviti, che possono essere causa di prurito, anche molto intenso.
Saluti
Dr Emanuele Minetti

19.2.2016

Il compagno è morto

"Sono stata proprietaria di un meticcio di 13 anni ed un boxer di 11. Purtroppo il boxer è venuto a mancare. Il meticcio per tutto il tempo che il boxer è rimasto sofferente, non ha voluto neanche varcare la soglia della stanza, lo guardava a distanza. ora, a parte lo sguardo un po' spaesato, non si avvicina a me, neanche se lo invito. Come mai? Simonetta" Risponde la dott.ssa Sabrina Giussani Medico veterinario esperto in comportamento animale:
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. I cani o i gatti, soprattutto quando coabitano per molti anni e sono in buoni rapporti, vivono la perdita come un vero e proprio lutto. E, così come accade anche a noi, alcuni individui si prendono cura del malato mentre altri rimangono a distanza impauriti dalla situazione. Il cane, poiché è dotato di un olfatto e di una percezione acustica molto importante, si rende conto che il compagno non sta bene: il battito cardiaco, la frequenza respiratoria e l'odore della cute si modificano. Quando l'esperienza della morte non è mai stata vissuta, la paura può prendere il sopravvento. Inoltre, i proprietari, punto di riferimento per i nostri animali, mostrano tristezza e disperazione. Questa situazione può spaventare ancor più il cane che inizia a isolarsi e a prendere distanza dalla famiglia. Consiglio alla Sig.ra Simonetta di lasciare in bella vista gli oggetti di proprietà del cane deceduto così che il meticcio possa riconoscerli. È necessario spiegare al cane che cosa è successo e farlo partecipare alle emozioni della famiglia così che il gruppo possa elaborare il lutto. Arrivederci a tutti, alla prossima settimana."



18.2.2016

Con Fido e Micio si dorme meglio

Sapevate che dividere il letto con il proprio “quattro zampe” può aiutare a dormire meglio? È quanto emerge da uno studio della Mayo Sleep Clinic, negli Usa. Per questo studio sono state intervistate 150 persone, 49 per cento delle quali aveva un animale domestico. Oltre la metà degli animali dormiva nel letto o in camera da letto e il 20% degli intervistati ha dichiarato di essere stato disturbato durante la notte dal “compagno peloso” con atteggiamenti come quello di aggirarsi in giro per la stanza, piagnucolare o russare, ma ben il 41% ha riportato di avere avuto dei benefici e di sentirsi più sereno e tranquillo, o quantomeno di non aver avuto problemi.
Questa sensazione di maggiore sicurezza e tranquillità era rafforzata in chi dormiva da solo. Gli studiosi evidenziano che la ricerca necessita comunque di ulteriori approfondimenti anche su un campione di persone più ampio e verificando che le sensazioni di maggiore benessere riportate dagli intervistati siano oggettivamente verificate con un'analisi del sonno.
Ma attenzione c'è un'altra cosa che non va scordata è che vi è un rischio, non molto alto, che gli animali domestici trasmettano malattie, come ad esempio le infezioni, e che quindi la loro salute va monitorata rivolgendosi al veterinario tutte le volte che ce ne sia bisogno.

17.2.2016

Gatti più longevi dei cani

Il carattere indipendente e distaccato è il segreto della longevità dei gatti. Secondo i ricercatori dell'Università dell'Alabama, infatti, queste caratteristiche aumenterebbero la speranza di vita dei felini.
Nella sfida tra i cani e i gatti , quindi, se i cani vivono fino a 12 anni, i mici li battono arrivando ad una media di 15 anni. Perché, secondo gli scienziati, il loro stile di vita solitario li proteggerebbe dalle malattie, e garantirebbe loro di vivere più a lungo e in salute. Al contrario della regola generale, che dice che in natura le creature più grandi vivono di più.
«La nostra è una teoria si basa su prove ed esperienze - dice Steve Austad, ricercatore dell'Università dell'Alabama -. Pensiamo ad esempio ai gatti che, contrariamente ai cani, vivono in ambienti con un piccolo numero di persone, e quindi hanno le difese immunitarie molto alte». E aggiunge: «I mici vengono inoltre attaccati meno da altri animali, perché sanno scappare e difendersi. Hanno gli artigli e sanno essere feroci». Altra spiegazione della loro longevità sono gli accoppiamenti: se negli anni, ci sono stati gli incroci più vari tra le diverse razze di cani, con i felini questo succede molto raramente. prosegue: «Ma la vera domanda è: fino a che punto potrà vivere un quattrozampe? Nel futuro, forse anche più di cent'anni. Come gli umani».
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