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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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30.3.2016

Circhi sì ma senza animali

I circhi italiani e stranieri dovranno fare a meno degli animali, quindi per intrattenere grandi e piccoli ci saranno solo acrobati, pagliacci e spettacoli d'arte varia. Non è una promessa generica ma un impegno preciso che il governo ha preso in un disegno di legge depositato in Parlamento.
Ma quali saranno i tempi di un'operazione che le associazioni ambientaliste e animaliste chiedono da tempo?
Prima la legge deve essere approvata dal Parlamento, poi il governo deve scrivere il nuovo codice degli spettacoli contenente il divieto che dovrà essere «graduale». In tutto ci vorranno almeno un paio d'anni. Sarebbe stato difficile decidere dall'oggi al domani senza mandare in crisi un settore che già adesso fatica a stare in piedi. Anche la Catalogna, che l'estate scorsa ha fatto questa scelta dopo aver messo al bando pure la corrida, ha dato ai circhi un anno e mezzo di tempo, con un divieto che scatterà nel 2017. Secondo l'ultima rilevazione dell'Eurispes, è contrario all'uso degli animali nei circhi oltre il 70% degli italiani. Più di quelli contrari alla caccia.

29.3.2016

Euforia dopo la corsa

Avete mai sentito parlare di “runner's high”? E' l'euforia che avvertono i corridori e gli atleti dopo una elevato e continuo esercizio fisico. Ebbene un nuovo studio statunitense ha dimostrato che questa sensazione di entusiasmo post-attività è condivisa dai cani che dopo una lunga corsa provano le stesse emozioni piacevoli dell'uomo. La ricerca è stata condotta da un team di ricercatori dell'Università dell'Arizona.
La “runner's high” avvertita da fido è causata dal rilascio di neurotrasmettitori nel sangue, tra i quali gli endocannabinoidi. sostanze Simili per la loro struttura chimica ai cannabinoidi THC, quelli responsabili dell'euforia derivante dall'assunzione di marijuana.
I ricercatori sottolineano che il “premio neurobiologico” è una caratteristica tipica degli animale dotati di gambe lunghe come parte cruciale della loro storia evolutiva.
E allora diamoci tutti alla corsa.

25.3.2016

Pettirossi a rischio

Vi siete mai chiesti quali sono gli effetti della vita moderna sugli animali? Sappiamo per esempio che i pettirossi “di città” si trovano in serio pericolo ed il motivo non lo immagineremmo mai ma quelli che vivono e cantano vicino ai centri abitati patiscono la luce dei lampioni in strada. Stanno appollaiati di giorno e anche di notte, solo che la continua illuminazione sta mandando letteralmente in tilt il loro orologio biologico. Lo spiega Davide Dominoni della Glasgow University: «La luce dei lampioni, dei cartelloni luminosi e delle case porta i pettirossi ad essere ben svegli quando invece dovrebbero essere addormentati. Si sentono cantare tutto il giorno e tutta la notte. Non è una cosa normale».
Ecco perché Dominoni ha pensato di piazzare delle telecamere all'interno dei nidi per poter tracciare i loro modelli di sonno poiché, ovviamente, la mancanza di riposo può mettere a rischio la salute. Precedentemente il ricercatore aveva già dimostrato, con un esperimento in laboratorio, che quando i pettirossi sono esposti alla luce di notte alcuni dei loro geni sono attivi nel momento sbagliato della giornata.
E non sono solo i pettirossi, anche merli e gabbiani stanno diventando più notturni. «A Glasgow, dove vivo – spiega Dominoni – i gabbiani cominciano ad essere un problema serio. Durante la stagione riproduttiva, fra aprile e giugno, sono molto attivi di notte. E anche molto rumorosi. La gente non riesce a dormire, vorrebbe eliminarli».

24.3.2016

Pasqua senza sofferenze animali

Pasqua per chi ama gli animali è sempre un periodo piuttosto difficile. Forse uno dei peggiori legati alle feste religiose nel nostro Paese. Impossibile sfuggire alla sovraesposizione di “carne” macellata proposta in ogni dove. Per spingere ulteriormente a “cambiare abitudini” è in questo periodo che le campagne animaliste si fanno più diffuse.
Basti pensare alla nuova dura investigazione diffusa da Animal Equality Italia che mostra quello che gli attivisti dell'organizzazione hanno documentato in alcuni allevamenti e macelli del Lazio e della Lombardia: agnellini spauriti, animali stipati in spazi ristretti, in mezzo a rifiuti e rottami, pecore malate lasciate per ore legate. E ancora: capretti sgozzati ancora perfettamente coscienti dopo il fallimento delle tecniche di stordimento (elettronarcosi e “pistolettata” a proiettile in fronte) che avrebbero dovuto cercare di renderli non coscienti durante l'uccisione.
C'è da dire che le denunce degli attivisti e la crisi economica hanno fatto registrare una controtendenza. Durante la scorsa Pasqua la riduzione degli ordini di carne d'agnello ha prodotto un calo di vendite annuali di circa il 15%. E così la scorsa Pasqua agnelli, capretti e pecore mandati al macello erano poco meno di 550.000, rispetto agli 800.000 dell'anno precedente.
La strada per un'alimentazione cruelty free è ancora lunga – commenta la responsabile LAV settore Veg – anche se la consapevolezza dell'importanza delle scelte individuali a tavola sta aumentando.
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