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Il magazine degli animali

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8.4.2016

Non vuole stare solo

Il mio cane di 1 anno e due mesi in mia assenza fa ancora i bisogni oltre a distruggere tutto ciò che trova. Lo porto fuori prima di uscire e appena rientro. Ho provato a seguire vari consigli tipo non far notare quando esco, oppure non guardarlo quando rientro, ho provato a sgridarlo quando trovo sorprese oppure a non considerarlo. Ma niente. Ho bisogno di aiuto!!
E allora la parola alla dott.ssa Sabrina Giussani Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale: "Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. Normalmente all'età di un anno il cane dovrebbe essere capace di trattenere le deiezioni e rimanere a casa da solo con tranquillità. Ma … le variabili sono molte! Per esempio se il cane rimanesse solo dodici ore il giorno, il comportamento descritto dall'ascoltatrice può essere considerato normale. Oppure i sintomi mostrati dal cane possono essere legati all'incapacità di stare solo: l'animale si dispera, cerca il proprietario ovunque e distrugge in preda a un attacco di panico. Nel frattempo, a causa dell'agitazione, può fare i bisogni in casa. E ancora, possiamo trovarci difronte a un cane che salta, corre continuamente e distrugge poiché non è capace di gestire le emozioni … e così via. Consiglio all'ascoltatrice di realizzare, quanto prima, una visita presso un medico veterinario esperto in comportamento così da comprendere che cosa accade e iniziare un percorso terapeutico. Attenzione però perchè i tentativi che sono stati realizzati portano inevitabilmente al peggioramento della situazione: ignorare il cane al momento dell'uscita o del rientro, sgridarlo o non considerarlo incrinano la relazione tra l'essere umano e l'animale e favoriscono la nascita di uno stato ansioso.
Arrivederci alla prossima settimana!"

7.4.2016

Crisi e animali obesi

Con la crisi economica cani e gatti ingrassano. Lo dicono i veterinari che, sempre più spesso, vedono arrivare in studio animali domestici con problemi di sovrappeso e obesità. Un fenomeno che ha raggiunto soglie critiche, tanto da riguardare il 40% degli animali domestici e da rappresentare una delle prime tre diagnosi per quanto riguarda i gatti e una delle prime cinque nei cani. Colpa di un'alimentazione scorretta e di scarso movimento, tipiche cattive abitudini degli animali che vivono in appartamento. Ma non soltanto.
Proprio per via della crisi il nostro amico arriva in studio troppo tardi, quando la patologia di cui soffre è già conclamata e più difficile da curare. Mentre basterebbe un check-up periodico per prevenire anche le malattie più serie, che hanno proprio nell'obesità uno dei principali fattori di rischio. «Che il cibo sia la tua medicina, che la medicina sia il tuo cibo” affermava Ippocrate, il padre della medicina. A proposito di alimentazione, sovrappeso e malattie, la nuova frontiera (non soltanto per gli animali) è quella della nutrigenomica, scienza che studia gli effetti dei nutrienti contenuti negli alimenti sull'espressione genica. Cioè come alcuni cibi, nelle giuste proporzioni, possono prevenire alcune patologie, inibendo o valorizzando l'attività genetica. Un'applicazione relativamente recente in veterinaria, resa possibile soltanto dopo gli studi sul genoma di cani e gatti.
E al grido Tutti a dieta. È tutto

6.4.2016

Ivory crush

All'inizio del XIX secolo in Africa vivevano circa 25 milioni di elefanti. Oggi in tutto il continente africano ne rimangono circa 350.000, ma con un tasso di 35.000 elefanti uccisi ogni anno per il loro avorio, quindi la loro fine è vicina. Il traffico d'avorio ha anche un costo umano con centinaia di persone uccise o ferite negli scontri tra forze dell'ordine e cacciatori di frodo. Con l'obiettivo di tenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica e dei governi, molti Paesi hanno simbolicamente distrutto l'avorio confiscato negli anni durante cerimonie pubbliche, dette «ivory crush». Tra i Paesi che finora hanno distrutto pubblicamente i propri stock di avorio ci sono Stati Uniti (già due volte), Cina, Francia, Belgio, Filippine, Kenya, Gabon ed Etiopia. Un movimento arrivato anche in Italia con il primo “Ivory Crush” a Roma, al Circo Massimo.
Il messaggio che l'Italia vuole lanciare è che il traffico illegale di avorio non è tollerato e che il nostro Paese si impegna nella protezione degli elefanti e delle comunità locali africane sfruttate da network internazionali di criminali e trafficanti. Per la cronaca La distruzione pubblica a Roma è stata concepita e organizzata dal ministero per l'Ambiente e dalla Ong Elephant Action League, in collaborazione con il ministero delle Politiche Agricole e Forestali, con l'ufficio italiano Cites e con il Corpo Forestale dello Stato. La macchina utilizzata per distruggere l'avorio è tecnicamente chiamata «Unità Cingolata per Frantumazione Primaria» ed è offerta gratuitamente dalla ditta Impianti Industriali con sede a Dalmine.
Viva gli elefanti

5.4.2016

Attenzione alla babesiosi

Finora non era praticamente mai stata registrata nel Regno Unito, ma adesso le autorità britanniche hanno lanciato l'allarme per una possibile epidemia di babesiosi, malattia mortale per i cani, dopo che alcuni casi si sono avuti nell'Essex, a nord-est di Londra. Causata da un parassita monocellulare, la malattia, abbastanza diffusa nel continente americano, pare quindi essere ora sbarcata anche in Gran Bretagna: un cane è già morto e altri tre si sono gravemente ammalati dopo aver contratto l'infezione.
Le autorità veterinarie e sanitarie britanniche ricordano come la malattia sia trasmessa soprattutto dal morso delle zecche, fastidiosi insetti che proprio in questo periodo pre-primaverile cominciano a infestare i campi e i prati. Il primo caso è stato registrato a Harlow e il Comune ha già definito una mappa di luoghi proibiti ai cani e ai loro padroni.
La babesiosi causa una fortissima anemia negli animali, portandoli alla morte nella maggior parte dei casi. L'inverno assolutamente mite di quest'anno ha facilitato la diffusione di zecche, considerando che gli esemplari adulti sono sopravvissuti al freddo e si possono ora riprodurre a pieno ritmo.
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