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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

14.12.2015

La giusta alimentazione se fido arriva dal canile

Posta del veterinario: Sabina ci scrive: Circa un mese fa ho adottato presso un canile un breton femmina di circa 7-8 anni. Vorrei avere un parere obiettivo circa l'alimentazione;i negozi di articoli animali consigliano naturalmente crocchette ma tante persone dicono di variare l'alimentazione dando al cane anche dell'umido . Considerando che ora il suo peso è di circa 15 kg e che è stata operata da poco per un tumore cosa mi consiglia?
Risponde il dottor Minetti vice presidente dell'ANMVI LOMBARDIA e medico veterinario in viale monteceneri 64 a Milano. Buongiorno dottor Minetti
"Buongiorno, le dovrei rispondere in modo laconico che serve solo la consulenza di un veterinario.
Infatti l'alimentazione corretta e bilanciata deve essere valutata da chi cura l'animale, così come fa il medico con noi umani. Tutto ciò che lei dice è frutto non di conoscenza vera ma solo di sentito dire, di leggende metropolitane, di semplificazioni estreme, non certo corretto nè assoluto.
Non esiste un "meglio" che si adatta a tutti, e ciò che è meglio per alcuni può essere male per altri animali. Anche una dieta fresca casalinga ha eccellenti caratteristiche che per esempio non ha una dieta industriale, basta sia formulata bene; così una dieta industriale secca può dare disturbi o intolleranze al pari di quella umida, che differisce di ben poco se non in tenore di acqua e modo di preparazione industriale. Ciò che conta è che la dieta sia: bilanciata, digeribile, corretta in apporto calorico, formulata sulla base delle esigenze del singolo soggetto.
Per questo motivo esistono decine di diverse formulazioni in commercio, moltissime assolutamente sovrapponibili fra loro ma moltissime invece dedicate sia a fasce precise di età, sia a problemi clinici, sia a vere malattie intercorrenti.
L'unica dieta sbagliata è quella non dedicata al soggetto singolo
Spero di averla convinta a parlarne con il suo veterinario curante e qualora non avesse piena soddisfazione ad ogni domanda può rivolgersi ad altri colleghi."

11.12.2015

Non siamo pacchi dono!

Abbiamo detto molte volte che un cane non è un pacco dono, ma se a Natale non si riesce a fare a meno di regalare un cucciolo, la regola, per evitare truffe e non essere implicati in scambi poco trasparenti, è quella di verificare sempre la riconoscibilità del venditore: «No agli acquisti online da persone estranee delle quali si conosce solo il numero di telefono. E guai agli scambi in autostrada, senza poter risalire all'allevamento e ai genitori dell'animale». E' indispensabile, inoltre, richiedere subito la documentazione sanitaria che certifichi la corretta profilassi. Le cautele, però, non sono mai troppe: Spesso, gli esemplari di provenienza illegale sono imbottiti di antibiotici, ma non curati in modo adeguato».
Il Paese leader del commercio fuorilegge è l'Ungheria, dove molti agricoltori si sono riconvertiti lucrando sullo spaccio di animali, con la complicità di veterinari corrotti. Un movimento, tra legale e illegale, di circa 400mila esemplari l'anno. Le razze più gettonate sono chihuahua, carlino, pincher. In ascesa gli esemplari di taglie più grandi, come labrador e San Bernardo, che possono rivelarsi poco sicuri: «Se strappati alla madre prima dei due mesi non sono ancora stati educati a mordere senza ferire. Il business, è fiorente, pensate: un cucciolo con documenti e microchip si vende a 50 euro, per schizzare a 400 su Internet e a 1.000 nei negozi. Circa il 40% non sopravvive al trasporto.
Ma non è tutto, La legge punisce anche l'acquirente. Una soluzione alternativa sono i canili: «Ospitano animali di tutte le età. Adottarne uno a Natale sarebbe un bel gesto, oltre a ridurre i costi per la collettività».

10.12.2015

Pericolo cibo!

Qui al Magazine degli animali ne abbiamo già parlato, ma oggi vogliamo ribadire il concetto che è corretto e salutare dare al nostro cane solo prodotti pensati per lui.
Vediamo quindi insieme alcuni dei cibi più pericolosi.
Il cioccolato, le bibite ed il caffè contengono delle sostanze dette metilxantine che possono causare vomito, diarrea, iperattività, alterazioni del ritmo cardiaco e persino, nei casi più gravi il decesso dell'animale. Un altro elemento addirittura fatale è l'alcool. Dobbiamo a questo proposito ricordarci che l'alcool è presente anche in molte ricette: dalla zuppa inglese ai babà. Quindi riassumendo proibiti in assoluto per lui gli alcolici, il cioccolato ed il caffè.
Ma non è tutto: tutte le parti dell'avocado contengono persina, che causa vomito e diarrea ai cani. Ancora più pericolosa è l'uva, sia fresca che passa insieme alle noci macadamia che possono addirittura causare un blocco renale.
Non è finita: carne e uova crude sono da evitare perché possono ospitare batteri nocivi. E per finire, sono pericolosi solo se ingeriti in quantità rilevanti,
il sale, il latte, le cipolle e l'aglio. Morale: oltre agli snack dolci per le persone, vanno evitati anche quelli salati. Se volete rileggere e magari prendere nota di tutti i prodotti proibiti per il nostro amico: www.prontofido.net

9.12.2015

Un recinto di filo elettrico per elefanti

Un recinto di filo elettrico per evitare che gli animali «evadano», rovinando raccolti e causando danni all'ambiente umano circostante: una pratica comune, che si può osservare durante una qualsiasi passeggiata in montagna. In questo caso, però, a essere quasi interamente recintata sarà la seconda montagna più alta dell'Africa, il monte Kenia e gli animali in questione sono, in primis, gli elefanti.
Il progetto è nato da una collaborazione tra il governo keniota e varie organizzazione conservazioniste, Si tratterà di una barriera alta due metri di filo elettrico che provoca scariche non pericolose, ma efficaci per prevenire l'attraversamento degli animali. Con le sue vette che superano i 5000 metri, il monte Kenya sorge nel centro del paese africano a cui ha dato il nome, poco sotto all'equatore. I suoi paesaggi vanno dalla savana ai ghiacciai, passando per vari tipi di foreste. Sono circa 2000 gli elefanti che vivono nel parco.
I conflitti uomo-elefanti sono spesso alla ribalta delle cronache, non solo in Africa ma anche in molti paesi asiatici. I pachidermi, perseguitati per l'avorio e in balia di un habitat ogni giorno più limitato, sconfinano in terreni coltivati da comunità spesso molto povere, che si trovano a dover affrontare i loro raid e i conseguenti raccolti distrutti. Sono battaglie sanguinarie - a volte anche mortali tra due parti vulnerabili. Ben venga quindi il filo spinato.
Ed è tutto
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