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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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15.1.2016

Cucciola aggressiva

"Ho tre cani una di 1 anno, uno di 9 e l'ultima di ben 13 anni. La "Cucciolotta" ultimamete è diventata aggressiva ed ha aggredito tre volte il cane più vecchio, è nata in cattività e io l'ho presa dal canile all'età di 4 mesi, non è strerilizzata. Come mai ha questi comportamenti aggressivi? Ho paura di dovermene separare per questo problema, ma può esserci possibilità che cambi? Come devo fare? mi piange il cuore" Risponde la dottoressa Sabrina Giussani Medico veterinario esperto in comportamento animale:
Buongiorno Loredana. Buon anno a te e a tutti gli ascoltatori. Le dinamiche comunicative all'interno di un gruppo di cani non sono facili da interpretare. Il gruppo descritto dall'ascoltatrice è misto poiché composto da una famiglia (una mamma anziana con il proprio figlio) e una giovane adolescente non imparentata con gli altri. L'ultima arrivata potrebbe aggredire la femmina più anziana per molti motivi differenti. Può essere che l'anziana abbia tenuto la cucciola sempre a distanza minacciandola e ringhiandole. Così facendo le ha fatto apprendere uno stile comunicativo di tipo autoritario e ora, la cucciola diventata adolescente, restituisce tutte le sgridate che ha ricevuto. Oppure il cane anziano mostra un'alterazione del comportamento legata per esempio a una demenza senile: non rispetta le distanze sociali, calpesta la giovane, le ruba il cibo dalla ciotola o i giocattoli. Il calore, inoltre, peggiora la situazione favorendo un'instabilità emozionale. Consiglio all'ascoltatrice di realizzare una visita presso un medico veterinario esperto in comportamento così che sia possibile conoscere il gruppo di cani e comprendere le loro dinamiche comunicative. Separarsi dalla cucciola potrebbe non essere necessario.
Alla prossima settimana, arrivederci a tutti!



14.1.2016

Le fusa del gatto: un massaggio per l'anima

Sapevate che Beethoven e Mozart, si sono spesso ispirati ai suoni della natura? Però c'è un suono che ci attira e ci può aiutare: le felici e soporifere fusa del gatto.
La Cat Protection League, una delle più importanti organizzazioni animaliste internazionali, avrebbe infatti trovato l'antidoto perfetto alla tristezza. «Sedersi con in braccio un gatto che fa le fusa, al termine di una giornata, è un vero e proprio massaggio per l'anima - assicura Beth Skillings, veterinaria della Cat Protection. Forse perché il rassicurante ronzio è generalmente associato alla calma e alla comunicazione “dolce”, o forse perché la frequenza della vibrazione è all'interno di una gamma che può stimolare la guarigione».
In realtà il mistero più grande è come i gatti producano questo suono per noi così rilassante. Nessuna parte del corpo del gatto, tranne una non meglio specificata “oscillazione neurale” del cervello, è stata direttamente collegata alle fusa. E' stato suggerito da alcuni studiosi che il rumore possa essere prodotto da spasmi dei muscoli della laringe, che a loro volta consentono alla glottide di aprirsi e chiudersi, facendo vibrare l'aria nel momento in cui l'animale respira. Nel marzo 2011 sono state registrate le fusa più forti mai udite: attualmente Guinness dei Primati, il gatto Smokey di Pitsford ha raggiunto il record di 67,7 decibel, ben 14 volte più forti della media.

13.1.2016

Uccelli: neocorteccia celebrale come gli umani

Oggi qui al Magazine degli animali parliamo di una scoperta scientifica
Sapevate che gli uccelli possiedono la neocorteccia celebrale sede della memoria, dell'apprendimento, quindi delle forme di pensiero proprio come gli umani?
E' la scoperta effettuata da parte dei ricercatori dell'Università di Chicago.
Le zone indagate da questa analisi erano già state sondate negli anni '60 dal neuroscienziato Harvey Karten: il ricercatore aveva ipotizzato un'origine evolutiva simile a quella umana, notando che la neocorteccia dei mammiferi e la struttura neurologica degli uccelli provengono dalla medesima regione embrionale dell'encefalo, chiamata telencefalo.
Nel corso della crescita, le medesime regioni delle diverse specie assumono forme distinte: la neocorteccia umana si organizza in strati, la cresta dei volatili invece si struttura in nuclei.
Con l'aiuto di alcuni marcatori molecolari, i ricercatori sono riusciti a dimostrare che le strutture sviluppate svolgono le stesse funzioni.
La scoperta potrebbe consentire di studiare i neuroni di alcuni uccelli come modelli per lo sviluppo embrionale, con la possibilità di aiutare le ricerche per le disfunzioni neurali che portano paralisi, cecità o sordità.
E dopo questo tuffo nella scienza è tutto per oggi

12.1.2016

Le balene cacciano come i pipistrelli

Mammiferi entrambi, ma con storie evolutive molto diverse. Eppure pipistrelli e balene sono simili quando si tratta di individuare, monitorare e catturare le prede attraverso l'eco-localizzatore: l'equivalente biologico del sonar.
Pensate che un team di ricercatori danesi ha dimostrato che il comportamento acustico di questi due gruppi di animali durante la caccia è stranamente simile. E i risultati della ricerca sono stati presentati al Congresso internazionale di acustica a Hong Kong.
Da tempo era noto che i pipistrelli e i cetacei si basano sulla stessa gamma di frequenze ultrasoniche, e questa sovrapposizione nelle frequenze è sorprendente, perché il suono viaggia circa cinque volte più velocemente in acqua che in aria, dando alle balene più tempo, rispetto ai pipistrelli, per decidere sull'opportunità di intercettare un pasto potenziale. Ma la nuova ricerca mostra invece che anche le balene aumentano la loro frequenza di emissione di ultrasuoni quando cacciano, in modo quasi identico a quello dei pipistrelli, con circa 500 impulsi al secondo».
Il nuovo dispositivo che ha permesso di rilevare il modo di agire durante la caccia delle balene in natura e che viene attaccato alla pelle dei cetacei, va sotto la sigla di Dtag. Un dispositivo che renderà possibile per gli scienziati monitorare il comportamento alimentare delle balene più in dettaglio, e valutare gli impatti che le modifiche ambientali hanno su questi grandi mammiferi acquatici.
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