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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

30.10.2015

India: stop foie grais

Una bella notizia. Un'iniziativa che sempre più paesi dovrebbero seguire: parliamo dell'India che dice basta all'importazione di foie grais. Il paese asiatico si va così ad aggiungere all'elenco di chi è contrario a questo alimento.
La decisione, presa dal Ministero del Commercio e dell'Industria, è giunta anche grazie all'impegno di Animal Equity che ha presentato i risultati dell'investigazione sui “terribili maltrattamenti legati a questo settore”: ogni anno milioni di anatre e oche vengono alimentate forzatamente con imbuti e tubi che spingono il cibo direttamente nello stomaco degli animali. Il “fois gras”, fegato grasso, è il risultato di questa alimentazione imposta dagli allevamenti.
L'India si va così ad aggiungere ad altri 18 Paesi che hanno già vietato l'importazione di foie gras: Argentina, Austria, Danimarca, Repubblica Ceca, Finlandia, Israele, Turchia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Polonia, Svezia, Svizzera, Paesi Bassi, Regno Unito e California.

29.10.2015

Allarme pinguini

Una nuova emergenza minaccia l'ecosistema del nostro Pianeta, è l'allarme pinguini. Questi animali infatti sono a rischio estinzione a causa dell'aumento delle temperature.
Il monito arriva da un nuovo studio di alcuni ricercatori che hanno trascorso quasi 30 anni a studiare una colonia di pinguini sulle coste dell'Argentina, scoprendo che l'effetto serra causato dalle emissioni nocive è letale per gli animali. «Le tempeste e le ondate di calore stanno uccidendo i pinguini», spiega la coordinatrice della squadra di specialisti che hanno redatto lo studio. Secondo gli scienziati, i pinguini muoiono per ipotermia perché non hanno ancora sviluppato uno strato impermeabile e isolante.
Dal 1987 il numero di coppie che hanno nidificato nella colonia è diminuito del 24%. In sostanza si è davanti a un vero rischio di estinzione della specie come confermano i numeri. Durante lo studio trentennale condotto sulla colonia di circa 400 mila esemplari, ogni anno sono morti il 65% di pulcini di pinguino appena nati, mentre un altro 40% pativa la fame. Tra le conseguenze dell'aumento delle temperature c'è in particolare quella dello scioglimento dei ghiacciai e il distacco degli iceberg. Fattori questi che limitano la capacità dei pinguini di catturare il pesce di cui hanno bisogno per nutrirsi, andando a incidere in maniera devastante sul loro equilibrio naturale.

28.10.2015

Zimbawe: strage di elefanti

Oggi il Magazine degli animali si trasferisce nello Zimbabwe dove altri 22 elefanti sono stati uccisi con il cianuro nel parco nazionale di Hwange e il bilancio generale sale così a 62 morti nell'ultimo mese. Si sospetta che siano stati i bracconieri
E l'ipotesi è più che fondata visto che in quasi tutti i casi la tecnica utilizzata è sempre la stessa: gli animali sono stati avvelenati con il cianuro iniettato nelle arance. «Non sappiamo ancora a quanti siano state tolte le zanne perché ci sono anche dei cuccioli fra le vittime» ammettono i gestori del parco, ma l'obiettivo è sempre quello: il Wwf ha infatti stimato che a livello mondiale il mercato dell'avorio genera un giro d'affari di 23 miliardi di dollari l'anno, il quarto dopo quello della droga, delle armi e degli esseri umani.
Ma non è tutto: Molte altre specie stanno morendo per colpa del cianuro usato dai bracconieri per gli elefanti. La battaglia per salvarli sembra senza speranza sia per la difficoltà di evitare le uccisioni, sia per i deterrenti che non hanno molta efficacia
Le speranze dei gestori del parco, che si estende per quasi 15mila chilometri quadrati e vanta una delle più alte concentrazioni di grandi animali dell'Africa, è soprattutto affidata all'utilizzo dei droni con cui dovrebbe essere più “facile” controllare ampie zone di territorio.
E con questa speranza è tutto.

27.10.2015

Mamma gatta ritrova i suoi cuccioli

Lo staff della clinica veterinaria «Mill Road» in Nuova Zelanda, un bel giorno ha trovato una sorpresa. All' ingresso c'era una scatola di cartone, contenente alcuni mici nati da tre settimane. Qualcuno, vedendoli per strada, fortunatamente ha pensato di lasciarli alla clinica con la speranza che i veterinari potessero prendersene cura. E così è stato: alla «Mill Road» sono stati nutriti e tenuti al caldo per ventiquattr'ore. Il giorno dopo, inaspettatamente, è arrivata la mamma a reclamarli che è riuscita a rintracciare i suoi piccoli, e si è presentata miagolando davanti alla porta d'ingresso. «Abbiamo notato un gatto che girava intorno alla clinica, e cercava di intrufolarsi dentro ogni volta che entrava un cliente - dicono dalla clinica -. Appena abbiamo capito che non aveva intenzione di andarsene, l'abbiamo portata all'interno, per poi scoprire che si trattava di una micia in periodo d'allattamento». E così è bastato farli incontrare per avere la certezza che gli orfanelli erano i suoi. «Da adesso in poi ci occuperemo di loro - dicono i volontari - fino a quando non riusciremo a trovare una nuova casa alla micia e ai suoi piccoli». E proseguono: «Nel frattempo la famiglia, che si è felicemente riunita, sta avendo tutte le cure di cui ha bisogno».
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