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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

2.11.2015

L'antirabbica

Marco ha scritto questa mail al dottor Minetti: "Sono stato morso al braccio da un pastore maremmano, le domando se il proprietario del cane per paura avesse mentito sulle vaccinazioni e gli ha fatto l'antirabbica dopo che mi ha morso, il cane diventerebbe immune o sarebbe troppo tardi? Non voglio in nessun modo nuocere all'animale ma salvaguardare la mia salute". Ascoltiamo il consiglio del nostro veterinario dottor Emanuele Minetti, medico veterinario a Milano.
"Credo sia bene lei sappia che l'Italia è immune dalla Rabbia, quindi questa malattia è oggi ufficialmente - e realmente - non presente sul nostro territorio.
Ciò come ben può capire è la risposta ad ogni sua paura ed ogni suo dubbio.
Può verificare sul sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità le aree e le nazioni a rischio per la rabbia; ciò peraltro è molto utile anche per chi programma un viaggio con il proprio animale domestico.
Inoltre ricordo che la vaccinazione deve essere registrata, e comunicata, al momento della sua esecuzione alle autorità competenti in base alle norme locali in vigore, pertanto non mi pare facile falsificarne la documentazione.
La vaccinazione diventa certamente protettiva almeno alcune settimane dopo la sua esecuzione (si parla di 4 settimane circa per avere in circolo anticorpi protettivi) e dura anche più anni anche se per motivi di sicurezza è obbligatorio ripeterla ogni anno ove sia necessaria.
Ancora una volta è bene ricordare che gli obblighi di legge sono stringenti, in particolare quando si deve espatriare con i propri animali, come detto anche la scorsa settimana, e chi viaggia senza il passaporto in regola può avere anche grossi guai.
In definitiva secondo me non deve assolutamente avere paura di nulla.
Spero ora lei stia tranquillo."

30.10.2015

Chi è il Medico Veterinario comportamentalista

Qui al Magazine degli animali riceviamo spesso domande sulla figura del Medico veterinario esperto in comportamento animale e quando è il caso di rivolgersi a lui.
Abbiamo chiesto lumi alla dottoressa Sabrina Giussani medico veterinario comportamentalista per soddisfare ogni curiosità e per aiutare chi dovesse averne bisogno.
"Il Medico Veterinario “esperto in comportamento animale” ha competenze sia nel settore medico – clinico sia in quello etologico – comportamentale e per ottenere questo riconoscimento, deve possedere specifici requisiti elencati dalle Linee guida della Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari. On line è disponibile l'elenco dei Medici Veterinari “esperti in comportamento animale” consultabile nel sito FNOVI.
Il Medico Veterinario “esperto in comportamento animale” può agire nell'ambito della prevenzione o della cura. Per esempio, può fornire consigli alla famiglia per la scelta della razza del cucciolo o del gattino da adottare o a come disporre le risorse necessarie al piccolo nell'abitazione e così via. Oppure, alla comparsa di uno più “comportamenti alterati” mostrati cucciolo, gattino o dall'animale adulto, come per esempio frequenti risvegli notturni, urina e feci nell'abitazione, aggressioni, distruzioni e così via il Medico Veterinario può, dopo aver realizzato una visita comportamentale, definire se si tratta di una situazione “normale” per l'animale ma poco gradita all'essere umano, oppure è presente una malattia del comportamento e i sintomi presentati indicano un disagio emozionale. È opportuno evidenziare, però, che alcuni comportamenti possono essere provocati dalla presenza di una malattia organica; per questo il Veterinario, nell'ambito della visita comportamentale, eseguirà un'accurata valutazione clinica e richiederà esami collaterali (per esempio un esame del sangue e/o delle urine) e visite specialistiche."

30.10.2015

India: stop foie grais

Una bella notizia. Un'iniziativa che sempre più paesi dovrebbero seguire: parliamo dell'India che dice basta all'importazione di foie grais. Il paese asiatico si va così ad aggiungere all'elenco di chi è contrario a questo alimento.
La decisione, presa dal Ministero del Commercio e dell'Industria, è giunta anche grazie all'impegno di Animal Equity che ha presentato i risultati dell'investigazione sui “terribili maltrattamenti legati a questo settore”: ogni anno milioni di anatre e oche vengono alimentate forzatamente con imbuti e tubi che spingono il cibo direttamente nello stomaco degli animali. Il “fois gras”, fegato grasso, è il risultato di questa alimentazione imposta dagli allevamenti.
L'India si va così ad aggiungere ad altri 18 Paesi che hanno già vietato l'importazione di foie gras: Argentina, Austria, Danimarca, Repubblica Ceca, Finlandia, Israele, Turchia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Polonia, Svezia, Svizzera, Paesi Bassi, Regno Unito e California.

29.10.2015

Allarme pinguini

Una nuova emergenza minaccia l'ecosistema del nostro Pianeta, è l'allarme pinguini. Questi animali infatti sono a rischio estinzione a causa dell'aumento delle temperature.
Il monito arriva da un nuovo studio di alcuni ricercatori che hanno trascorso quasi 30 anni a studiare una colonia di pinguini sulle coste dell'Argentina, scoprendo che l'effetto serra causato dalle emissioni nocive è letale per gli animali. «Le tempeste e le ondate di calore stanno uccidendo i pinguini», spiega la coordinatrice della squadra di specialisti che hanno redatto lo studio. Secondo gli scienziati, i pinguini muoiono per ipotermia perché non hanno ancora sviluppato uno strato impermeabile e isolante.
Dal 1987 il numero di coppie che hanno nidificato nella colonia è diminuito del 24%. In sostanza si è davanti a un vero rischio di estinzione della specie come confermano i numeri. Durante lo studio trentennale condotto sulla colonia di circa 400 mila esemplari, ogni anno sono morti il 65% di pulcini di pinguino appena nati, mentre un altro 40% pativa la fame. Tra le conseguenze dell'aumento delle temperature c'è in particolare quella dello scioglimento dei ghiacciai e il distacco degli iceberg. Fattori questi che limitano la capacità dei pinguini di catturare il pesce di cui hanno bisogno per nutrirsi, andando a incidere in maniera devastante sul loro equilibrio naturale.
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