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Lav: in usa 65 mila tonnellate di carne bovina ritirate

FENOMENO DRAMMATICAMENTE DIFFUSO ANCHE IN ITALIA: 30MILA ANIMALI NON DEAMBULATI E 40 TONNELLATE DI CARNE DOVREBBERO ESSERE RITIRATI DAL MERCATO. PROCESSO A PAVIA. UE E ITALIA METTANO FINE A QUESTA VERGOGNA, A TUTELA ANCHE DEI CONSUMATORI.
La notizia delle 65mila tonnellate di carne ritirata dal mercato degli Stati Uniti perché potenzialmente dannose per i consumatori e provenienti da bovini maltrattati, torturati e probabilmente malati, non č per l'Italia un fenomeno sconosciuto o semplicemente lontano da un punto di vista geografico: “la vergogna del trattamento violento riservato in Italia alle mucche “a terra” (sono cosě definite le mucche “da latte” giunte a fine del ciclo produttivo, che non riescono piů a sostenersi per le fatiche e lo sfruttamento sopportato) č una realtŕ drammaticamente diffusa nel nostro Paese, con oltre 30mila “mucche a terra” - dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV - E al pari degli Stati Uniti mette sotto accusa l'industria della carne che, oltre a porre in essere violazioni gravissime sugli animali provocando ogni tipo di maltrattamento, immette sul mercato carni di animali gravemente malati.”
L'investigazione dell'Associazione statunitense, che ha documentato gravi maltrattamenti ai bovini negli Stati Uniti, ha costretto la USDA americana a chiudere le strutture in cui sono stati documentati i maltrattamenti. In Italia i mattatoi oggetto di investigazione da parte di LAV e Animals Angels, continuano a macellare animali non deambulanti e a mettere in vendita le carni di questi animali. La LAV ha denunciato per maltrattamenti alcuni mattatoi del nord Italia: dopo l'emanazione di un decreto penale di condanna, proprio oggi č iniziato a Pavia il processo a carico dei titolari del macello Melca. Altri processi sono attesi a Cuneo, a carico di due strutture, mentre a Mantova sono in corso indagini delle forze dell'ordine.
“Le istituzioni nazionali ed europee pongano fine a questa vergogna e, da subito, vietino il commercio di questa carne - sottolinea Roberto Bennati - Il trasporto di questi animali č giŕ vietato, ma i controlli sono praticamente inesistenti. In Italia dovrebbero essere ritirate oltre 40 tonnellate di carne l'anno derivanti dalla macellazione di 30mila animali non deambulanti. Ci domandiamo da chi siano consumate queste carni messe in commercio. I cittadini dovrebbero sapere che le associazioni degli allevatori e l'industria della macellazione continuano a sostenere la macellazione di animali non deambulanti, in barba alla legge, alla salute dei consumatori e ovviamente all'etica. Ci domandiamo se i consumatori sarebbero contenti di sapere che in Italia č possibile mangiare carne di animali non deambulanti, carni che negli USA non possono essere messe in commercio a causa delle sofferenze costate agli animali e per il rischio di trasmissione di malattie all'uomo”.
Disponibile video LAV: “Investigazione su mucche a terra - Italia”

Commenti alla notizia

Scritto da il 19.6.2012 alle 17:10:31

Mi permetto di rarpotire questo articolo di Francesco Agnoli da Il Foglio di oggi 24 novembre. Come sempre e8 la realte0 il dirimente di ogni riflessione, perche8 la vita non e8 sogno: in questo caso il cuore che batte del terzo. O pif9 precisamente il terzo cuore che batte.Da Il Foglio di oggi 2011-11-24, di Francesco Agnoli.Titolo: Censure neutrali.Sottotitolo: “Il fastidio dei laici di fronte ad una ecografia e a un feto che (orrore) ha un cuore che batteIl bello della cosiddetta “bioetica laica” –quando l’espressione designa la visione degli atei rocciosi, duri e puri – e8 che non esiste. Se ne parla, se ne discute con calore, ci sono persino persone che ne hanno tratto libri. Eppure si tratta di un fantasma, di qualcosa che si riassume in un motto semplicissimo, che suona cosec: “Ognuno faccia quel che cavolo vuole” oppure, per usare un’espressione pif9 aulica di Gabriele D’Annunzio: “Abolisci ogni divieto”. Accanto a questo motto, se ne potrebbe affiancare un altro: “Me ne frego”. Della morale, degli altri, della differenza tra giusto e ingiusto, tra vero e falso. Esagerazioni? Discutevo con uno di questi “laici” (termine, lo so, assai improprio, ma ormai di uso comune) chiedendogli: “ma allora, per voi abortire e8 giusto o sbagliato? E se talora e8 giusto, quando lo e8 e quando e8 sbagliato?”. Risposta: “Per me se uno ritiene giusto abortire, e8 bene che lo faccia; se invece non lo ritiene giusto, allora va bene cosec, non lo faccia”. Stessa risposta di fronte ad ogni altro dilemma bioetico. Le parole magiche sono: autodeterminazione, liberte0, diritti civili… Ma il senso, a conti fatti, e8 sempre quello di cui sopra. Recentemente Massimo Teodori invocava sul Corriere della Sera il dialogo tra laici e cattolici. Intimava ai cattolici – questo e8 il suo concetto di dialogo – di rinunciare ai principi “non negoziabili”. A sostegno del suo ragionamento, affermava: “Uno Stato laico e8 per sua definizione neutrale”. E subito aggiungeva: “Questo non si

Scritto da Red il 9.1.2010 alle 22:05:57

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